Prima di tutto i fondi a disposizione. Per la valorizzazione dei beni culturali ci sono 175 milioni. Per qualificare l'offerta turistica della Campania e promuovere la conoscenza della nostra Regione è prevista una disponibilità di 225 milioni. L'insieme di queste voci costituisce quindi lo stanziamento Por-sistema turistico per un totale di 400 milioni. C'è poi il Fondo di sviluppo sociale con una previsione di 50 milioni, mentre dei 4000 milioni del Fas-Campania è ipotizzabile che al settore turistico ne arrivino altri 600. C'è poi in Fondo interregionale Poin e Pain dal quale la Campania dovrebbe avere 450 milioni. Da questa complessa e un po' misteriosa tabella di riferimento si evince, in sintesi, che alla Campania arriveranno, per il turismo e i beni culturali, circa 1500 milioni di euro. Una cifra certamente significativa ma che, per essere bene spesa, deve affrontare tre notevoli difficoltà. La prima è rappresentata dalla stessa azione di governo regionale che deve, e non solo per il turismo, aumentare il fattore di collegialità. Come si fa, ad esempio, a parlare di risanamento del centro storico di Napoli senza immaginare per esso interventi che ne consolidino il carattere di formidabile fattore di sviluppo? La seconda difficoltà sta nel capire che il turismo a livello regionale esiste poco e che la sua vera dimensione è assolutamente sopraregionale. Questo pone il problema politico di seguire con attenzione l'azione del governo nazionale che afferma di volersi impegnare a porre sul mercato internazionale il «prodotto Italia». La terza difficoltà è quella del rapporto corretto con enti e istituzioni che accedono legittimamente a questi fondi. Trovo infatti giustissimo che il mondo delle soprintendenze, dotato di fondi sempre più inadeguati, chieda ed ottenga risorse per realizzare parti di programmi di interventi di restauro e di valorizzazione. Meno legittimi mi sembrano invece quei rapporti fondati sul convincimento che tutti i fondi disponibili possano essere utilizzati per sostenere altre attività ed altre logiche. Basti pensare al mondo universitario che giustamente chiede risorse, ma dovrebbe impegnarle dentro le finalità del settore cui accede e non per la sua sopravvivenza. Se queste difficoltà verranno superate si potrà sperare che i fondi per il turismo e i beni culturali abbiano, come dovrebbe essere, una carattere ed una finalità non assistenziali verso operatori pubblici e privati, ma piuttosto di incentivazione alla spesa, agli investimenti, alla ricerca. Ma questo potrà avvenire solo se i fondi stessi verranno finalmente erogati secondo criteri di assoluta premialità. Nessun operatore deve sentirsi sicuro che, comunque, qualcosa dalla Regione arriverà. Ma dovrà capire che solo se dimostra di fare bene il suo mestiere, gli verrà riconosciuto dalla Regione il giusto contributo. D'altra parte la Regione stessa non può continuare ad essere prevalentemente un centro di spesa, né un punto di coordinamento dei soggetti già impegnati sul territorio: ma piuttosto un soggetto politico in grado di assicurare a quanti lo meritano le condizioni migliori per il proprio lavoro. Ed è dalla correttezza della impostazione politica, dalla giusta attribuzione dei ruoli e delle responsabilità che può venire un impulso alla scelta quanto mai opportuna di impegnare i privati sempre più nella gestione dei beni culturali, rendendo così questi funzionali ad uno sviluppo vero del turismo. Uberto Siola
CAMPANIA - Per la valorizzazione dei beni culturali ci sono 175 milioni.
La Regione Campania riceverà 1500 milioni di euro per il turismo e i beni culturali. I fondi sono stati stanziati per valorizzare i beni culturali (175 milioni) e promuovere la conoscenza della Regione (225 milioni). Ci sono anche fondi per lo sviluppo sociale (50 milioni) e per il Fondo di sviluppo sociale (4000 milioni). La Campania dovrebbe ricevere 450 milioni di euro dal Fondo interregionale Poin e Pain. Tuttavia, ci sono tre difficoltà da superare: aumentare il fattore di collegialità, capire il turismo a livello regionale e mantenere un rapporto corretto con enti e istituzioni.
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