Storica" sentenza della corte di Appello ricorso accolto per la prima volta in Italia Per la prima volta in Italia un tribunale ha condannato lo Stato italiano, oltreché luniversità di Genova, a risarcire i danni a un medico per il mancato recepimento della direttiva comunitaria, che prevedeva il riconoscimento a una adeguata remunerazione per gli specializzandi, da anni costretti a lavorare spesso come medici strutturati, ma essendo largamente sottopagati. La corte di Appello di Genova, infatti, ha accolto le istanze della ginecologa palermitana Maria Vita Pantaleo, difesa dallavvocato Giorgio Milazzo, condannando la presidenza del Consiglio dei ministri, il ministero dellUniversità e lUniversità degli studi del capoluogo ligure. Il tribunale ha riconosciuto per la prima volta il diritto per gli specializzandi degli anni a cavallo tra il 1983 e il 1991 ad ottenere il risarcimento dei danni per il ritardo nel recepimento della direttiva. Lo Stato italiano, infatti, avrebbe dovuto adeguarsi entro il 1982, ma lo ha fatto solo nel 1991. Finora, i ricorsi presentati erano stati rigettati perché lAvvocatura dello Stato aveva fatto valere la prescrizione. La situazione degli specializzandi resta, peraltro, uno dei nodi più controversi del lavoro nel comparto della sanità. In Italia sono appunto pagati nettamente di meno che nel resto dellUnione Europea, i loro emolumenti si aggirano intorno ai 900 euro al mese, eppure spesso e volentieri vengono utilizzati come dei medici strutturati, di ruolo, a tempo pieno, e si chiede loro di coprire anche turni festivi e di notte. Negli ultimi anni si sono moltiplicate le manifestazioni di protesta, peraltro sempre civilissime, dei giovani medici, che frequentano le scuole di specialità dellUniversità di Genova.
RICERCA: Specializzanda sottopagata condannati lo Stato e lUniversità
La Corte di Appello di Genova ha condannato lo Stato italiano e l'Università di Genova a risarcire un medico per il mancato recepimento della direttiva comunitaria sulla remunerazione degli specializzandi. La sentenza riconosce il diritto degli specializzandi degli anni '80 e '90 ad ottenere il risarcimento dei danni per il ritardo nel recepimento della direttiva. Lo Stato italiano aveva dovuto adeguarsi entro il 1982, ma lo ha fatto solo nel 1991. La situazione degli specializzandi resta uno dei nodi più controversi del lavoro nel comparto della sanità, con emolumenti inferiori a quelli dell'Unione Europea e spesso richiesti turni festivi e notturni.
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