Controlli nel parco. Salgono a dieci le denunce in sei mesi Aveva trasformato una cava per inerti, destinati al settore edile, in un centro per lo stoccaggio di rifiuti pericolosi, conservati in barili e su una piattaforma di 15 metri quadrati, allinterno del Parco delle Madonie. A scoprirlo sono stati i carabinieri della compagnia di Petralia Sottana, che hanno denunciato per inquinamento ambientale A.S., di 66 anni, residente ad Alimena, titolare del sito di contrada "Garrasia-Cannatello". Allinterno della cava, aperta negli anni Novanta per lestrazione e la lavorazione di sabbia e pietrisco, i militari hanno trovato diversi fusti di metallo contenenti olii minerali esausti, considerati rifiuti molto pericolosi, in assenza delle dovute autorizzazioni. Dallinizio di questanno a oggi, sono già otto le discariche abusive scoperte dai militari coordinati dal comandante Gianluca Cucinella, dieci le persone denunciate. I siti inquinati scovati dai carabinieri di Petralia sono: unarea di circa 120 metri quadrati, in contrada San Filippo, nel Comune di Bompietro; stessa estensione per una seconda discarica scoperta a Blufi; di 250 metri quadrati, un deposito abusivo a Polizzi Generosa e ancora a Bompietro, in contrada Sagneferi, rifiuti per 200 metri quadrati e in località Serre-Calandra, dove i militari hanno sequestro unex pista di motocross di circa 30 mila metri quadrati, adibita a discarica. Nello stesso Comune, ma in contrada Balza Arredula altri 200 metri quadrati erano stati trasformati in deposito per rifiuti. c.i.