Al regista Ron Howard un corno portafortuna Hollywood s'è n'è andata via da Caserta verso mezzogiorno, dopo tre giorni di riprese e una notte insonne passata prima a rifinire le ultime blindatissime, inaccessibili scene nella biblioteca, poi a smontare il set. Della tre giorni nessun segno alla riapertura ai turisti se non qualche lampada e qualche cavo arrotolato in un angolo in attesa di essere caricati sull'ultimo furgone in partenza. Un addio con un pizzico di amaro in bocca per ciò che è accaduto durante l'ultimo giorno di lavorazione, con la posizione del cappellano militare deciso ad impedire le riprese nella Cappella Palatina, e l'imbarazzo della Sovrintendenza sciolto dalla decisione della produzione statunitense di rinunciare alle scene. Ma l'episodio non è l'unica cosa che non è andata giù agli americani e allo staff. Uno dei vertici della produzione, che preferisce mantenere l'anonimato, a lavori finiti parla con sconcerto dello stato del complesso vanvitelliano. «Questo è un museo - dice riferendosi al palazzo borbonico - e come tale dovrebbe essere trattato». «Al Louvre non fanno parcheggiare le macchine dentro», commenta riferendosi al fatto che i cortili della Reggia sono utilizzati come luogo di sosta per le automobili «e a Villa Borghese - aggiunge - non farebbero mai entrare i motorini a scorazzare». Non lamentele, si sostiene, ma la registrazione di ciò che s'è visto nei tre giorni di soggiorno a Caserta e in quelli precedenti in cui vi sono stati i sopralluoghi. «Ci sono cani randagi che girano e un sacco di venditori ambulanti.. Non sto dicendo niente di nuovo, queste cose sono sotto gli occhi di tutti», dice il manager, che conclude: «Ma forse voi ci avete fatto l'abitudine». E questa mattina con la riapertura della Reggia sono tornati i venditori ambulanti, le immancabili donne che cercano di venderti la fortuna indicandoti i numeri da giocare al lotto, e i custodi impotenti spettatori costretti ad allertare ora i loro vertici ora i carabinieri. Dalla Sovrintendenza intanto arriva l'idea di utilizzare una zona attualmente gestita dall'Aeronautica militare come parcheggio in modo da poter lasciare liberi i quattro cortili del Palazzo Reale. L'area in questione è quella dove si svolgono le parate militari e l'alzabandiera. Un cornò napoletano portafortuna sormontato dalla tradizionale maschera di Pulcinella è stato il regalo beneaugurante che il regista premio Oscar Ron Howard ha ricevuto dalla Film Commission Regione Campania a chiusura delle riprese. «È come il nostro ferro di cavallo», ha detto il regista commentando le «doti» del corno, opera dell'artista Lello Esposito, che ha disegnato per lui anche un bozzetto originale con «angeli e demoni» che emergono dal Vesuvio. Al saluto con Howard e la troupe, composta da più di 600 persone, avvenuto prima degli ultimi ciak notturni, hanno partecipato anche il sindaco di Caserta Nicodemo Petteruti, il soprintendente Enrico Gugliemo, il presidente dell'Ept Enzo Iodice e il direttore della Film Commission campana Maurizio Gemma.