«In riferimento all'articolo di stampa apparso sul quotidiano "Il Mattino" del 25 maggio 2008 dal titolo "Rampa sottovia, stop della soprintendenza" (siglato sa.fe), si precisa che il provvedimento adottato dalla soprintendenza non ha avuto nessun retroscena tra il sindaco di Cava de' Tirreni ed il soprintendente Anna Maria Affanni, per il semplice fatto che l'incontro dai "toni accesi" non c'è mai stato. Risulta, invece, che funzionari di questa soprintendenza, tra cui l'architetto Eleonora Scirè, nei sopralluoghi effettuati hanno accertato le difformità di esecuzione rispetto al progetto approvato da questo ufficio». È il testo, scarno ma incisivo inviato dall'ufficio stampa della soprintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio di Salerno e Avellino. La nota si riferisce alla vicenda dello stop dei lavori di realizzazione della rampa del sottovia veicolare, dovuto all'accertata difformità tra il progetto, depositato ed approvato dalla soprintendenza salernitana, ed il cantiere in corso d'opera. A segnalare le irregolarità nell'esecuzione dei lavori era stata la sezione metelliana di Italia Nostra. Una serie di esposti dell'associazione ambientalista aveva dato il via ai sopralluoghi nel cantiere sottovia da parte dei funzionari della soprintendenza che avrebbero accertato la veridicità della denuncia, decidendo per il blocco di quella parte delle opere che si stavano realizzando in difformità. Fin qui la cronaca dei fatti, attestata dalla stessa nota inviata dall'ufficio stampa dell'ente di tutela di palazzo D'Avossa. Smentite dalla stessa soprintendente Anna Maria Affanni, invece, le voci su di un suo presunto incontro-scontro con il sindaco di Cava Luigi Gravagnuolo in merito alla mancata comunicazione della variante. Altrettanto infondate sarebbe la notizia di «un colloquio dai toni accesi», impossibile, perchè mai avvenuto.