Sanesi: «Siamo delusi e siamo pronti a creare una struttura ombra per approfondire i temi» «Vogliamo contare di più nelle scelte» I comitati vogliono contare sul serio. O, meglio, vogliono partecipare davvero alle scelte più importanti sul futuro della città. Parola del Coordinamento dei comitati cittadini che, ieri pomeriggio, ha espresso tutto il suo rammarico, in un incontro con la stampa, su quella che potremmo definire un'occasione perduta. Si parla di "partecipazione" alla ridefinizione del piano strutturale e per il portavoce dei comitati di Prato Centro, Paolo Sanesi, «in Comune hanno scambiato l'informazione e la comunicazione per la partecipazione». E il portavoce assicura, carte alla mano, che difensori civici e altri sono del suo parere. Va bene informare, attraverso convegni e altri strumenti (anche di carta), ma permettere ai cittadini di partecipare è un'altra faccenda. Della quale, secondo Sanesi, la politica avrebbe tutto da guadagnare anche per sgomberare il campo dai sospetti dei cittadini circa determinate scelte. Insomma, chi si apre non rischia più (o rischia meno) il sospetto che dietro scelte urbanistiche o d'altro tipo si nascondano chissà quali presunti interessi. E poi, gli stessi conflitti «si risolvono discutendo». «Sappiamo bene che la politica ha l'onere della scelta - spiega Sanesi, circondato dai rappresentanti di buona parte dei comitati - È però vero che certe questioni, decisive per il futuro, richiedono la partecipazione attiva di tutti coloro che lo vogliono, secondo regole precise, perché il territorio è di tutti i cittadini che, votando, non hanno concesso deleghe in bianco alla sua gestione». Adesso, con la partita dello Statuto del territorio ancora aperta, i comitati non vogliono essere tagliati fuori. Sono delusi, per il momento, dai tempi riferiti loro da «chi è nella macchina comunale» e in un incontro con l'ufficio di piano. In pratica, «vogliono chiudere entro dicembre» quando occorre più tempo e, soprattutto, più discussione. Un punto, questo, sul quale Paola Bocci è netta: «Il professor Magnaghi dell'Università di Firenze, nei seminari ai quali ho partecipato, ha parlato di fretta assurda». Meglio non correre allora. E i comitati, consapevoli per altro dei loro limiti, propongono una strada: partecipazione reale, controlli e verifiche a ogni step del percorso che porterà al piano, introduzione della figura molto anglosassone dell'activist (o facilitatore) incaricato di tradurre in linguaggio comprensibile quello che i tecnici (per non parlare di politici e burocrati) esprimono nel loro gergo. Se non sarà possibile, «siamo pronti a creare una nostra struttura ombra, dando vita a incontri e confrontandoci con esperti. Ci sono già persone - conclude Sanesi - disponibili a darci una mano». Incontri in circoli, parrocchie e associazioni L'assessore Ciuoffo: «Stiamo sperimentando la legge Fragai» PRATO. La partecipazione al Piano Strutturale? il Comune la riassume in questi numeri: nei diversi appuntamenti al laboratorio di via Mazzini vi hanno preso parte i rappresentanti di 30 circoli e di 80 associazioni. Senza contare le riunioni nelle Circoscrizioni e, prima ancora, il lavoro svolto dal Piano strategico, coi suoi incontri e i suoi numerosi tavoli tematici, che hanno formato il presupposto per l'anticipazione della "variante Declassata". Per non parlare anche degli incontri con associazioni di categoria e associazioni professionali, cui sono stati impegnati i tecnici di Urban che hanno illustrato il progetto del "Parco Expò". O le iniziative e le conferenze di PratoAgenda, l'ultima in ordine di tempo sul "Parco agricolo". E poi ancora il programma di partecipazione del laboratorio del Piano strutturale, coi suoi convegni e seminari (già quattro svolti cui hanno preso parte circa 500 persone), coi suoi forum tematici (il prossimo il 24 giugno su "La città delle differenze"), preceduti dai cosiddetti microforum, fatti di interviste ai cittadini, di incontri informali e strutturati con associazioni e "reti" della società civile. «Stiamo sperimentando la legge Fragai - dice l'assessore all'Urbanistica Stefano Ciuoffo - ma la partecipazione non è solo un fatto tecnico. E' fatta di numerosi contatti nei circoli, in centri di vita associata, nelle parrocchie, cui hanno preso parte gli staff tecnici dell'assessorato e i professionisti che partcipano al Piano strutturale».