Da 8 mesi il Comune gli nega i permessi per i pannelli L'intera zona è sottoposta a vincolo ambientale, che però viene ignorato per le antenne e le parabole MASSA. Tipo tosto l'ingegner Mario Pisani: un occhio all'ambiente, l'altro alle bollette, ha deciso di installare sul tetto della sua casa un impianto fotovoltaico. «Risparmio per me - circa 150 euro a bimestre, calcola - meno inquinamento per tutti», pensa l'ingegnere quando si mette a tavolino a pianificare l'investimento. Il problema è che Pisani vive a Borgo del Ponte, quartiere tra i più caratteristici e più antichi di Massa. E per questo classificato come "zona di fascia A", in cui sono vietati tutti gli interventi edilizi, se non quelli conservativi. Ci sono rigidi vincoli paesaggistici e storici da rispettare in quel quartiere. L'ingegnere, però, ci prova lo stesso. Nell'ottobre scorso chiede al Comune di poter installare due pannelli fotovoltaici sul suo tetto. «So bene che ci sono vincoli a Borgo del Ponte, faccio anche l'amministratore di condomini e conosco le norme - dice Pisani - ma l'impianto che intendo collocare non è certo uno sfregio all'immagine del quartiere. Anzi, è praticamente invisibile». Intanto, spiega, il tetto è a 12 metri di altezza, poi il mio progetto prevede di installare i pannelli al posto delle tegole e sulla parte del tetto rivolto verso il cortile interno. «Completamente nascosti, dunque. A meno che qualcuno non salga fino a San Carlo (un paese sulle colline sopra Massa ndr.) e, munito di cannocchiale, si metta a scrutare i tetti di Borgo del Ponte». Niente da fare. Il Comune boccia la richiesta «in difformità a quanto recita una legge regionale (la legge 39 del 24 febbraio 2005) confermata nel marzo 2008», puntualizza Pisani. Successivamente, gli uffici municipali chiedono una Dia (dichiarazione di avvio lavori). L'ingegnere la presenta in Comune («ci ho fatto il solco nei corridoi di palazzo civico») ma gli uffici danno parere negativo. «Già, ma fuori tempo massimo, oltre i venti giorni previsti dalla legge», dice Pisani. E quando chiede ragione del ritardo, racconta ancora, «il geometra del Comune mi spiega, al telefono, che aveva il computer rotto e che poi siccome c'erano le elezioni era molto impegnato. Non sto scherzando, ha detto così». L'ingegnere si rivolge ai media. Scrive al Tirreno, contatta l'Indignato speciale Andrea Pamparana del Tg5. Che monta un servizio in cui, fra l'altro, mostra una impressionante serie di parabole che deturpano i tetti di Borgo del Ponte ma non sono considerate vietate. Sky sì, energia pulita, no. Martina Nardi, vicesindaca e assessore all'Edilizia, insediata da un paio di mesi, allarga le braccia: «Dobbiamo ancora uniformarci al piano regionale dell'energia, modificare i regolamenti urbanistici, favorire chi vuole tutelare l'ambiente». Pensate, aggiunge poi, «che anch'io, che vivo nel centro storico, mi sono vista negare il permesso a installare i pannelli sul tetto di casa...». «Buffo che dica così: non è lei che stabilisce le norme?» ribatte a distanza Pisani. Il quale, dicevamo, è un tipo tosto e insiste: «Presenterò una nuova Dia, non posso aspettare che inventino i pannelli invisibili».