Qualcosa si muove, in parlamento, a favore del Maggio Musicale Fiorentino. I senatori del Partito Democratico Andrea Marcucci e Antonio Rusconi, insieme Elio Lannutti e Stefano Pedica di Italia dei valori, hanno presentato uninterrogazione urgente al ministro Bondi sulle dichiarazioni rilasciate nei giorni scorsi dal ministro dei beni culturali riguardo al disegno di legge per garantire lautonomia del Teatro La Scala di Milano e dellAccademia Santa Cecilia di Roma, e che lascerebbe fuori il Comunale. Nellinterrogazione i quattro senatori rilanciano anche la preoccupazione espressa dal sovrintendente del Maggio Francesco Giambrone sui tagli al Fondo unico dello spettacolo, operati in virtù di nuovi criteri di ripartizione. E su questultimo punto Bondi - che comunque ancora non ha risposto - sembra essere malleabile: il Maggio, infatti, vedrebbe confermati dal ministero gli stessi finanziamenti dello scorso anno, senza però i due milioni di euro straordinari concessi in occasione della settantesima edizione del Maggio. Giambrone non piega la testa: «Mi fa piacere che il mio grido dallarme sia stato prontamente accolto a Roma ma, per quanto riguarda i finanziamenti straordinari del 2007, io e il sindaco Leonardo Domenici avevamo già chiesto a Rutelli che quei due milioni in più diventassero fissi ogni anno: ci erano arrivate forti rassicurazioni in merito dallex ministro, ci aspettiamo lo stesso dallattuale». Sul Fus: «Il presunto rientro dei tagli - spiega Giambrone - non migliora la situazione: il precedente governo aveva approvato in finanziaria un aumento del Fondo a 511 milioni di euro, e quella cifra le fondazioni lirico sinfoniche si aspettano. Laccantonamento? Rutelli riuscì a sbloccarlo come promesso, ci auguriamo che anche Bondi ci riesca».