Il governo ha assicurato un impegno di 12 miliardi. Formigoni gestirà i fondi per le infrastrutture. Decreto legge del governo. Restano da definire «le istituzioni e gli organismi per la gestione» dellevento. A Letizia Moratti i poteri straordinari di commissario. A Roberto Formigoni la presidenza del Tavolo Lombardia che si occuperà dei 10,4 miliardi di euro per le opere infrastrutturali collegate a Expo. Dopo la fitta nebbia del Consiglio dei ministri dellaltro giorno, arriva un barlume di chiarezza. Il Governo ha emanato un decreto legge su Expo fatto di due articoli. Nel primo si assicura limpegno finanziario dello Stato per Expo 2015: 1,4 miliardi di euro spalmati in 7 anni. Ma ci sarebbe anche limpegno per le opere collegate: 10,4 miliardi di euro per Brebemi, Tem e Pedemontana. Contemporaneamente si nomina commissario per Expo «lattuale sindaco di Milano». Ossia Letizia Moratti. Che sarà commissario anche se non sarà più sindaco di Milano. Il secondo articolo invece rimanda a un futuro decreto del presidente del Consiglio dei ministri (entro 30 giorni) che stabilirà «le istituzioni e gli organismi per la gestione dellattività» (quindi le forme e i modi della società di gestione) e listituzione di un tavolo che sarà presieduto dal presidente della Regione Lombardia per il coordinamento delle opere infrastrutturali. Un parto difficilissimo, una mediazione infinita. Con il pressing di Formigoni fino allultimo minuto e la tenacia della Moratti. Il governatore avrebbe voluto inserire nel primo articolo del decreto, quello che nomina il sindaco commissario, una frase che diceva pressappoco così: il commissario opera «di concerto con la Regione». Adesso si parla in maniera molto più generica e non vincolante di «sentito il parere degli enti locali». In compenso a Formigoni andrà la presidenza del Tavolo Lombardia, il tavolo intorno a cui siederanno tutte le province lombarde per gestire le opere collegate a Expo sul territorio. Un business da 10,4 miliardi di euro. Restano due ultimi campi di battaglia: quello che riguarda la costituzione della società che gestirà Expo. La Regione non ha fatto mai mistero di non gradire troppo la «catena corta» della società con un amministratore unico e senza consiglio di amministrazione. La Moratti, invece, ritiene che per garantire la massima operatività possibile è il pieno controllo della gestione sia necessario lamministratore unico. Laltro possibile scenario di scontro riguarda la delega del governo per le infrastrutture di Expo. Si è parlato con insistenza del leghista Roberto Castelli, ma lex ministro della giustizia sembra più interessato a una delega sulle infrastrutture di tutto il Nord. Certo che se a Castelli andasse la supervisione delle opere di Expo si potrebbe creare un dualismo pericoloso con Formigoni. Ma questo non è il momento delle polemiche. La Moratti, dopo aver ringraziato mezzo Governo (Berlusconi, Tremonti, Bossi, Letta, Calderoli) va subito al punto: «Per quel che mi riguarda limportante è partire in tempi brevi perché sette anni sono davvero pochi e le opere devono essere realizzate nei tempi tecnici necessari». E come nel caso del sito Expo, molto prima della data fatidica del 2015. «Limportanza di questo decreto - continua il sindaco è il fatto che definisce in modo preciso tutto quello che è il perimetro delle opere». Non solo dal punto di vista delle realizzazioni ma anche degli impegni finanziari. Per cui ci sono i 4,1 miliardi del sito vero e proprio (comprese le due linee del metrò milanese) sia il 1o e 4 di tutte le opere di contorno. «Larticolo 1 - spiega la Moratti - parla di opere strategiche e opere connesse: questo significa che tutte le opere dellExpo sono comprese nel perimetro della manovra». Resta la casella vuotadella società che dovrà gestire lintera operazione. Un fatto non da poco. La Moratti non sembra essere preoccupata: «Non abbiamo motivo di credere che non venga fatto rapidamente». Manca un solo attore allappello. La Provincia di Filippo Penati. Che nei giorni scorsi aveva paventato uno sfilacciamento dellalleanza che aveva portato Comune, Regione e Provincia alla vittoria di Expo. Quei dubbi restano intatti. «Forse, invece che aspettare i comunicati del Governo sarebbe meglio sedersi tutti intorno a un tavolo per fare chiarezza». Più duro il capogruppo del Pd, Pierfrancesco Majorino: «Il centrodestra non deve immobilizzare la gestione dellExpo litigando sulle competenze. Adesso, bisogna affrontare i veri temi sollevati da Expo».