Tempi stretti L'articolato potrebbe essere pronto entro luglio per dare il via al confronto Vincoli Dovrà essere garantita la correlazione tra prelievo fiscale e servizi offerti sul territorio La riforma in un Ddl collegato - In pista anche Roma capitale e codice autonomie ROMA L'obiettivo «ineludibile» 4el federalismo fiscale, più volte richiamato dal presidente Giorgio Napolitano, troverà attuazione entro la fine dell'anno. La conferma dell'inserimento di un disegno di legge delega di attuazione dell'articolo 119 della Costituzione come «collegato alla sessione di bilancio» è arrivata ieri dal ministro dell'Economia, Giulio Tremonti. Nel corso della conferenza stampa convocata al Tesoro per illustrare tutte le misure contenute nella manovra varata dal Consiglio dei ministri, Tremonti ha spiegato che la Finanziaria 2009 avrà tre «collegati»: la delega al federalismo, appunto, il Codice per le autonomie (articolo 117) e la legge per Roma capitale (articolo 114). La strategia scelta è quella di un'applicazione graduale del federalismo, anche in ragione dei difficili equilibri di bilancio cui le Regioni e gli enti locali saranno chiamati quando scatteranno i tagli decisi dal Governo. Da qui la scelta del disegno di legge delega, la stessa che avevano percorso Prodi e Padoa-Schioppa. Ma con la consapevolezza, come ha ripetuto il ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, che la data di approvazione questa volta è certa. Il testo su cui stanno lavorando i tecnici è in fase molto avanzata e fino a settimana scorsa, prima che si consumasse la rottura sulla norma «blocca-processi» al Senato, era stato sottoposto a continui confronti con l'opposizione. Ora si tratta di capire se su questo dossier il dialogo andrà avanti: «Noi tentiamo di aprire in Parlamento -ha detto Tremonti - una grande sessione di riforme che coinvolga tutte le forze politiche, civili e istituzionali». Entro luglio, secondo ambienti della presidenza del Consiglio, l'articolato potrebbe essere pronto e'il confronto farsi serrato. La cornice entro cui dovrà essere iscritta la legge delega si può leggere nella parte in-troduttiva del Dpef, che Tremonti consegnerà oggi alle Camere. Il testo dovrà disciplinare la perequazione delle risorse finanziarie tra le Regioni e gli enti locali a seconda delle capacità fiscali e stabilendo le compartecipazioni al gettito dei tributi riferibili ai diversi territori. Ma la nuova autonomia di entrata e spesa avrà vincoli molto precisi: non ci dovranno essere né aumenti di spesa né una maggiore pressione fiscale; dovrà essere garantita una correlazione certa e trasparente tra prelievo fiscale e servizi offerti sui territori; sarà comunque previsto un trasferimento di risorse aggiuntive da parte dello Stato a copertura, dei servizi essenziali. Infine gli interventi sul patrimonio di Regioni ed enti, cui potranno essere devolute parti del demanio statale. Su quest'ultimo punto, Tremonti è tornato nel corso dell'incontro in Campidoglio con il sindaco di Roma, Gianni Alemanno: «È intenzione del Governo - ha spiegato - attribuire per tutti i Cormuni la titolarità gratuita di tutti i beni che insistono sul territorio e che fanno parte della storia della città». Il disegno di legge delega che arriverà in Parlamento abbandona la traccia segnata dalla proposta del Consiglio regionale della Lombardia. In quello schema si prevedeva, per esempio, che fino all'80 del gettito Iva restasse sul territorio di origine, che la redistribuzione interregionale fosse chiamata a ridurre i divari di capacità fiscale non oltre il 50 (tenendo conto del costo della vita e del tasso di evasione fiscale) e che i trasferimenti dello Stato venissero sottoposti alla verifica di una Commissione in cui la maggioranza è garantita alle Regioni che alimentano la redistribuzione. La scelta del Governo è di proseguire invece sulla bozza approvata un anno fa all'unanimità dalle Regioni e che prevede, tra l'altro, una perequazione al 100 per Sanità, servizi essenziali e trasporto pubblico locale, associata a un percorso di graduale riequilibrio della spesa storica. La via, insomma, verso una «nuova sintesi di unità nazionale» che non penalizzi le Regioni più avvantaggiate, consentendo a quelle in difficoltà di garantire i servizi di base. Il «federalismo solidale, unitario ed efficace » che ha in mente il capo dello Stato.
FEDERALISMO DEMANIALE: II federalismo passa alla fase 2
Il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha confermato che la legge delega per il federalismo fiscale sarà approvata entro la fine dell'anno. La legge dovrà disciplinare la perequazione delle risorse finanziarie tra le Regioni e gli enti locali a seconda delle loro capacità fiscali. La legge dovrà garantire una correlazione certa e trasparente tra prelievo fiscale e servizi offerti sui territori. Il disegno di legge delega sarà approvato entro luglio e sarà sottoposto a una grande sessione di riforme che coinvolgerà tutte le forze politiche, civili e istituzionali.
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