Per costruirla ci sono voluti trentacinque giorni, per iniziare il restauro non sono bastati sei anni. Il recupero dei "Bagni Misteriosi", lopera ideata da Giorgio De Chirico nel 1973, non è ancora partito: nei giardini del parco Sempione, proprio di fronte alla Triennale, la vasca curvilinea giace scolorita e a pezzi, in attesa che spunti il cantiere. E dire che nellottobre scorso lex assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi aveva concluso la corsa a ostacoli per trovare i fondi: a procurare 69.000 euro (contro i 500.000 del primo impraticabile progetto datato 2002) sarebbe stata la Mapei in qualità di "sponsor tecnico". I rilievi della soprintendenza? Saltati a. piè pari: «Lopera ha meno di cinquantanni» spiegava Sgarbi, «basta che la giunta approvi i lavori perché il cantiere parta». Superati gli intoppi burocratici, lamministrazione ha dato il via libera in pochi giorni e affidato la conduzione dei lavori al restauratore bresciano Gianfranco Mingardi, scelto da Sgarbi in persona. Il 26 ottobre 2007, allinaugurazione della mostra Anni 70, fu proprio lassessore a dare lannuncio: «Finiremo i lavori entro la chiusura dellesposizione». Risultato? Sono passati otto mesi, ma il cigno di pietra sta ancora aspettando che qualcuno lo sistemi. «Il Comune ha fatto tutto quello che doveva fare» dice oggi Sgarbi, «abbiamo trovato i soldi e messo il progetto nelle mani di Mingardi. Sarebbe gravissimo che i lavori non partano in fretta, ma finché ero assessore tutto era incanalato per il verso giusto. Non ci sono più motivi perché non parta». Invece, ecco lultimo inghippo: la copertura da montare per proteggere lopera dalle intemperie. «Allinizio si era pensato di coprire lopera con materiali pesanti e troppo costosi» spiega Gianfranco Mingardi. «Poi abbiamo optato per una tensostruttura». Un tendone, insomma. «Ho effettuato un sopralluogo proprio due giorni fa, la prossima settimana cominceremo i lavori». Per il momento, i giardini rimangono occupati da una esposizione temporanea della Triennale (aperta fino al 22 giugno) proprio di fianco ai "Bagni Misteriosi". «Ma questo non è un problema» assicura Mingardi -, lo spazio della vasca non è interessato. Se tutto va bene, dovremmo finire in quattro-cinque mesi». Entro dicembre, insomma, i milanesi potranno ammirare lopera che lesponente della pittura metafisica ideò cinque anni prima di morire. Tanto più che i soldi non mancano: «Noi teniamo molto al progetto e ci siamo presi in carico anche il recupero di alcune parti della scultura che non erano da tempo nel sito originario» affermano dalla Mapei. «Ci sono stati problemi con la copertura per colpa è delle piogge incessanti di questi mesi. Ma ora tutto dovrebbe essere superato». La vasca venne realizzata nel 1973 dallingegner Giulio Macchi, che rimase fedele al progetto di Giorgio De Chirico utilizzando la "pietra di Vicenza". Tra gli elementi si riconosceva un nuotatore, un cigno, una palla, una cabina e una fonte in pietra. Loccasione influì però sul degrado dellopera: i "Bagni Misteriosi" furono costruiti infatti per la mostra "Contatto ArteCittà" (durante la XV Triennale"), e inizialmente si pensava dovessero esistere soltanto per la durata dellesposizione. Di conseguenza, vennero evitati tutti i trattamenti necessari per rendere la fontana durevole nel tempo. E la pietra cominciò subito a deteriorarsi.