Il ritrovamento della cappellina gotica affrescata nei depositi dell'Archivio di Stato di Salerno ha suscitato un ampio dibattito tra gli studiosi, soprattutto in merito alla sua dedicazione. Non c'è dubbio, infatti, che essa sia stata intitolata proprio al santo vescovo, circoscritto in un'edicola, la cui effige è venuta parzialmente alla luce nel corso del restauro sollecitato dalle soprintendenza per i beni artistici e storici e per i beni ambientali e paesaggistici di Salerno. Che si tratti di San Ludovico da Tolosa, malgrado non siano evidenti i riferimenti iconografici legati al suo essere santo francescano, è convinto Pasquale Natella, tra gli storici più attenti alle vicende salernitane. «La notizia del ritrovamento dell'affresco nell'odierno Archivio di Stato è cosa di grande interesse per la storia salernitana perchè rimette in risalto un palazzo di cui poco o nulla s'è scritto - scrive in una esaustiva e colta nota - Anche l'attribuzione a S. Luigi e ad area giottesca è veritiera. Al contrario della Cappella della Sommaria nel Tribunali di Napoli, post 1540, la Curia (o Assise, o Udienza, o Tribunale) di Salerno stette nella sede dello Straticòto (ch'io stimo nell'attuale palazzo Fruscione) e successivamente dovè essere spostato nel palazzo alla piazza Conforti, per ragioni di spazio, giacchè il Tribunale salernitano era un viavai di giudici civili e penali, avvocati, cancellieri, curiali, giudici d'appello, per un vastissimo territorio da Montoro alla Basilicata salernitana di Marsico e Atena. Un indiretto richiamo alla Francia si ebbe nel tardo Duecento, quando nel '92 il salernitano Tommaso Scillato era giudice d'appello a Forcalquier e in Provenza, feudi angioini». «Proprio ad una famiglia filoangioina di Salerno, i Salmudìo - fa notare Natella - si deve la costruzione in un lato della loro casa d'una chiesa, dedicata appunto a S. Ludovico da Tolosa, le cui propaggini, forse microconventuali, sono ora visibili non solo nell'Archivio di Stato ma nei ruderi gotici della retrostante piazza S. Maria dei Barbuti. Poichè S. Ludovico è aureolato, come nel capolavoro di Simone Martini a Capodimonte, va di pensare che l'affresco sia databile post 1317, data della sua canonizzazione. La famiglia poi si estinse totalmente e, al principio del Cinquecento, il palazzo fu convertito nelle Assise. Il fatto che in quasi nessuna delle vicende ecclesiastiche di Salerno si parli di una chiesa di S. Luigi, o Ludovico, si spiega col fatto che, in origine, essa era privata».
CAMPANIA - AFFRESCO RITROVATO Natella: cappella privata dedicata a S. Ludovico
Il ritrovamento di una cappellina gotica affrescata nell'Archivio di Stato di Salerno ha suscitato un dibattito tra gli studiosi. L'affresco è stato attribuito a San Ludovico da Tolosa, un santo francescano, nonostante non ci siano riferimenti iconografici chiari. Pasquale Natella, un storico, sostiene che l'affresco sia stata intitolata al santo. La cappellina è stata trovata in un palazzo che un tempo era la sede della Curia di Salerno, e che successivamente è stata spostata nel palazzo alla piazza Conforti.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo