E proprio il caso di chiamarla «rivolta» quella che gli intellettuali francesi si apprestano a guidare contro la vendita all'asta di quadri, libri, sculture e fotografia di un grande scrittore: Andre Breton, capofila del movimento surrealista. Da Jacques Deridda a Michel Butor, sono oltre cinquecento gli scrittori, i filosofi e i pensatori francesi che hanno firmato l'appello contro la dispersione del patrimonio di Breton, stimato attorno ai 30 milioni di euro. L'appello è stato pubblicato in Internet dal sito letterario www.remue.net, che ieri sera non riusciva più ad aggiornare la lista dei firmatari a causa dell'elevatissimo numero di e-mail. Il testo, messo in rete da Mathieu Bénézet il sette gennaio scorso, è stato sottoscritto da altre cinquecento intellettuali che definiscono «infame» e «vergognosa» la decisione di vendere all'asta centinaia di quadri e libri accumulati da Breton nella sua casa-studio di me Fontaine a Parigi, dove visse e lavorò dal 1922 al 1966. E il testo dell'appello denuncia con schiettezza l'assurdità di questa decisone presa dalla figlia dello scrittore surrealista, Aube, erede universale dopo la morte della matrigna Elisa tre anni fa. «Dormite in pace, brava gente! In Francia - si legge nel testo - non ci sono i soldi per progettare un museo Andre Breton. Si continuerà a parlare di papa del surrealismo come se nulla fosse successo a rue Fontaine». E promettono battaglia: «Ci riserviamo ogni forma di manifestazione nei confronti delle cosiddette autorità culturali francesi. Centro Pompidou, Ministero della Cultura: ci siete?». L'ipotesi di trasformare la casa di Breton in un museo era stava vagliata dalla figlia Aube, ma alla fine il progetto è sfumato perché la sua ubicazione non avrebbe facilitato un'adeguata apertura al pubblico. Così è stata presa la decisone di vendere tutto all'asta (tranne i manoscritti, da tempo depositati nella biblioteca Jac-ques-Doucet), prevista dal 1 al 18 aprile prossimi a Parigi che dovrebbe risolversi nella cessione al miglior offerente di tutto quanto si trova attualmente nell'appartamento al secondo piano di rue Fontaine 42. L'asta si terrà a Drout. È qui che le istituzioni pubbliche francesi lotteranno per i 500 quadri di autori contemporanei a Breton, le 700 foto, i 3.500 libri riuniti in 1.700 lotti, i 700 lotti di manoscritti. Per non parlare di tutti gli oggetti etnografici che ornavano il suo atelier, un vero museo di curiosità di tutti i paesi: collezioni di bastoni da passeggio, una vetrina di uccelli-mosca, bambole, statuette, e la fantastica collezione di maschere africane e ocea-niche (stimate fino a 700mila euro l'una) di cui Breton era un appassionato cultore e che ha acquistato fino alla morte. Andranno all'asta anche molte opere con dedica di Apollinaire, Trotski e Gracq.