Dopo quasi quarantanni di vita, si apprestano a scomparire due "ecomostri" della Liguria: uno, il più famoso, è il cosiddetto scheletrone dellisola Palmaria, quel che resta di un albergo mai nato. Laltro è un viadotto stradale che si staglia a mezza costa sulle colline delle Cinque Terre nel comune di Riomaggiore. Loperazione costa in tutto 5 milioni di euro e per la Palmaria i lavori di demolizione e risistemazione delle terrazze è previsto che comincino entro fine anno. Per il viadotto stradale, invece, si parla di avvio nel 2010. «La caratteristica di questi due interventi è che non si tratta di abusi, sono mostri legittimi: solo una piccola parte dello scheletro dellalbergo sulla Palmaria è abusivo. Si tratta di una scelta dellamministrazione regionale per la tutela del paesaggio», ha detto ieri mattina lassessore allurbanistica Carlo Ruggeri. Il presidente della giunta regionale Claudio Burlando, insieme a Ruggeri, al presidente dellente parco delle Cinque Terre, Franco Bonanini, al vice sindaco di Riomaggiore Lino Gogioso, al vice sindaco di Portovenere, Giovanni Pistone e al sovrintendente per i beni architettonici e del paesaggio della Liguria, Giorgio Rossini, ieri in Regione ha presentato questi due interventi. «Siamo venuti a capo di due vicende che si trascinano da tempo», ha detto Burlando sottolineando anche che lincertezza sulle manovre governative mette il punto interrogativo sulla parte di fondi Fas necessari a costruire la strada alternativa al viadotto da abbattere. Labbattimento dello scheletrone della Palmaria costerà 2 milioni di euro, di cui 200 mila necessari a pagare lesproprio dei circa 60 proprietari. La costruzione, che doveva essere un albergo, ha la data del 1969: «un progetto - ha ricordato il soprintendente Rossini - autorizzato regolarmente: andava a sanare il territorio di una cava». Poi, negli anni, la proprietà incontrò problemi, ci furono fallimenti, e le imprese che si susseguirono compirono ognuna dei piccoli abusi. Il viadotto («che in alcuni punti è altro fino a 95 metri», ha ricordato il presidente del parco delle 5 Terre, Bonanini) nel Comune di Riomaggiore, fu costruito dallAnas a metà degli anni sessanta. «Doveva diventare una strada a scorrimento veloce - dice Bonanini - poi in corso dopera cambiarono i programmi e decisero di privilegiare lautostrada. Cambiò anche il tracciato: il viadotto finisce con una pericolosissima curva a gomito». Burlando ha detto che il viadotto verrà sostituito da una strada il cui tracciato esiste già e che corre a mezza costa sulle colline: «il problema finora non erano state le risorse per abbattere il viadotto ma per costruire la strada alternativa: lo si abbatterà quando questa sarà pronta».