La commissione consiliare lavori pubblici in visita al piano nobile del Palazzo della Ragione Potrebbe diventare museo dei timbri e sigilli notarili, ma a restauro quasi chiuso non c'è un'ipotesi definita Potrebbe diventare un museo di sigilli e timbri notarili. Così la Cappella dei notai avrebbe un segno permanente dei suoi committenti: i membri del Venerabile collegio che la fecero edificare tra il 1408 e il 1419. È l'ipotesi avanzata ieri dall'architetto Costanzo Tovo, responsabile per il Comune del restauro del Palazzo della Ragione, durante il sopralluogo della commissione lavori pubblici in visita al piano nobile del palazzo Scaligero che si affaccia su piazza dei Signori. Nulla di certo ancora, solo uno dei possibili utilizzi delle sale affrescate, il vero gioiello del palazzo riconsegnato alla città nel 2007 per diventare sede di mostre di alto livello. Talmente prezioso da essere ancora «inutilizzato» e, a quanto risulta dai commenti dei consiglieri della commissione terza, poco conosciuto. «Il sopralluogo», ha detto il presidente Alberto Zelger (Lista Tosi), «ha lo scopo innanzitutto di far conoscere alla commissione questo importante complesso, di valutarne i lavori di restauro e di poterne prendere spunto per i prossimi interventi al palazzo del Capitanio». Più di un sopralluogo, in effetti, è stata una visita guidata. L'architetto Tovo ha sì illustrato agli undici consiglieri comunali i maggiori interventi di restauro, gli impianti di scurezza, quelli di riscaldamento e di controllo dell'umidità dell'aria, ma anche storia, aspetti artistici e qualche curiosità. Come l'origine del nome Palazzo della Ragione, dato dai veronesi quando lo chiamavano «palazzo della rason» in quanto sede dell'antico tribunale. Aneddoti a parte, il restauro della Cappella dei notai è quasi ultimato, mancano ancora all'appello due delle decorazioni pittoriche mobili. Per la riparazione dei dipinti su tela a forma di lunetta, attualmente custoditi al Museo di Castelvecchio, il Comune ha già stanziato la somma di 100 mila euro. Appena le consultazioni con la Soprintendenza saranno ultimate, potranno tornare al loro posto a coprire le due trifore che oggi danno luce alle sale. «È uno spazio particolare», commenta Tovo, «in quanto la Cappella può essere sia dentro che fuori la mostra». «Il Settimo splendore», l'esposizione che ha inaugurato i Palazzi scaligeri, ha infatti utilizzato la Cappella come spazio espositivo di alcune opere; l'attuale, «Venezia e il secolo della Biennale», no. Questa non è la prima volta che la commissione terza varca le porte a vetri del Palazzo della Ragione. Risale a un mese fa la visita al terzo piano dei Palazzi in fase finale di restauro. «Siamo interessati», ha aggiunto Alberto Zelger, «ad acquisire più informazioni possibili sui lavori già effettuati per poter fare delle comparazioni e quindi delle scelte mirate nei prossimi interventi di restauro che andranno a completare il complesso architettonico». Nel Palazzo del Capitanio l'attuale amministrazione vorrebbe trasferire il Muzseo di Storia naturale