ARTE RITROVATA. I dipinti, ricollocati in Basilica in occasione della festa del patrono, benedetti dal vescovo e dall'abate Restaurate con il sostegno del Rotary Club Verona Sud In occasione della festività di San Zeno sono state riconsegnate alla Basilica, dopo l'intervento di restauro, le 14 Pale della monumentale Via Crucis, dipinta ai primi dell'Ottocento, presumibilmente dallo stesso autore che ha riprodotto le tre formelle del Mantegna sottostanti la Grande Pala, trafugate dai francesi e oggi conservate nei musei del Louvre e di Tours. L'intervento è stato finanziato da alcuni soci del Rotary Club Verona Sud, che lo hanno dedicato alla memoria dei loro congiunti. Una targa con i nomi delle persone ricordate è posta all'ingresso di entrambi i lati della Basilica sotto l'Opera. L'iniziativa rappresenta un particolare esempio di mecenatismo attualizzato che potrebbe essere riproposto per interventi su altre opere ecclesiali nella nostra diocesi. Il restauro è stato effettuato dallo studio di Alessandra Zambaldo e Isabella Bellinazzo. Interessante è l'esame delle stazioni della Via Crucis, realizzate su un supporto ligneo sagomato a forma di croce in cui lo spazio centrale permette lo sviluppo dell'immagine e dove alle quattro estremità delle braccia si collocano intagli lignei con motivo semi circolare di foglie d'acanto disposte a raggiera. La base dello stipes della croce latina è occupata dalla tabella che riporta il numero della stazione e il titolo della scena in essa raffigurata. Le croci presentavano diverse problematiche conservative in gran parte generate dalla tecnica costruttiva delle stesse. Le strutture si presentavano in gran parte imbarcate e si notavano numerose fessure profonde, in gran parte corrispondenti alle linee di giunzione delle tavole. Il legno era attaccato da insetti e anche la pellicola pittorica era danneggiata. Una volta in laboratorio, i dipinti sono stati esaminati accuratamente grazie all'aiuto di lenti di ingrandimento, microscopi, con visione a luce radente e fluorescenza ultravioletta. Le superfici sono state aspirate e pulite a secco e la disinfestazione con antitarlo in camera stagna. Per la fase di consolidamento, sono state usate tecniche di infiltrazione ed iniezione. Tutte le lacune d'intaglio sono state risarcite con sezioni di legno scolpito e i nuovi inserti lignei sono stati velati con aniline, per accordarli al tono generale delle cornici, mentre sulle superfici dipinte sono stati realizzati test di solubilità per la scelta dei solventi idonei. Le mancanze di colore e di preparazione sono state colmate curando in particolar modo l'andamento della superficie. In ogni fase sono stati utilizzati prodotti a base naturale, animale o minerale. Tutte le fasi dell'intervento sono state concordate e discusse dalla Direzione dei lavori, con l'ispettore della Soprintendenza di Verona, Fabrizio Pietropoli. È stato lo stesso Pietropoli a illustrare il restauro nel corso di una cerimonia avvenuta prima della riconsegna delle Pale, alla presenza dei dirigenti e dei soci del Rotary Club Verona Sud. Nel suo intervento ha sottolineato l'importanza della Via Crucis, collocata in un contesto temporale di transizione tra il Settecento e l'Ottocento, evidenziandone anche gli aspetti storici e simbolici. L'abate monsignor Rino Breoni ha espresso il suo compiacimento per il restauro avvenuto proprio in coincidenza del suo cinquantesimo di sacerdozio e che ha riconsegnato alla Basilica nell'integrità del suo splendore cromatico un'opera così importante. L'abate si è soffermato anche sugli aspetti umani e personali che hanno determinato l'iniziativa nei promotori del restauro. Paola Marini, direttrice del Museo di Castelvecchio, ha poi evidenziato il valore meritorio che queste iniziative hanno a difesa dell'importante patrimonio storico e artistico della città, cui tutti i cittadini sono chiamati a dare il proprio contributo se non altro di attenzione e cura. Il vescovo monsignor Giuseppe Zenti, l'abate e tutto il Capitolo veronese hanno poi benedetto le Pale ritornate nella loro posizione di origine. F.R.