"In viale Thovez incrocio da modificare" Un forum servirà a raccogliere le osservazioni Dalla sinistra le prime critiche «Cosa sarebbe successo se il sindaco fosse stato un altro?». Il gioco è stato lanciato dal primo cittadino in persona, durante la presentazione delle bozze sulle linee urbanistiche della città. In pratica il gioco del «se», dellif come direbbero dalle parti di Londra, usato da ricercatori e storici per capire come sarebbero andate le cose cambiando il corso degli eventi. Ad esempio? Cosa sarebbe successo se la Germania di Hitler non avesse perso la seconda guerra mondiale? Allo stesso modo, anche se limpatto è diverso, «cosa sarebbe successo se negli ultimi 15 anni sulla poltrona di sindaco della città si fossero seduti altri?», sottolinea Sergio Chiamparino. «Vi siete mai posti questa domanda? Avete mai provato a pensarci? Che volto avrebbe Torino?». Il documento urbanistico è stato preparato dallassessore Mario Viano e presentato agli operatori di settore, alle associazioni ambientaliste e ai vertici degli ordini professionali. Primo passo di una consultazione più ampia che dovrebbe portare a raccogliere le osservazioni dei cittadini per poi elaborare le linee definitive che approderanno per la discussione e il voto in Sala Rossa. Una strada scelta da Viano dopo le polemiche sul grattacielo Intesa-Sanpaolo, sulla crescita verticale della città e sul numero consistente di varianti al piano regolatore del 1995. «Non si tratta di un nuovo piano regolatore - spiega lassessore - né di un atto urbanistico, ma di un documento politico, di una cornice politica entro cui muoversi in attesa di un nuovo piano regolatore che sarà possibile realizzare quando ci saranno le nuove indicazioni della Regione». Nella bozza si ripercorrono gli assi di sviluppo della città, dal Po, dedicato al piacere e al divertimento, a corso Marche, dove si dovrebbero localizzare nuove attività, dalla Spina centrale allo scalo Vanchiglia, dove passerà un tratto della linea 2 della metropolitana. Il documento verrà dato alle associazioni per raccogliere sollecitazioni, aprire una discussione, attraverso la creazione di forum. E già durante la presentazione del piano sono state avanzate le prime osservazioni dalle associazioni ambientaliste, ad iniziare dal metodo scelto per la consultazione: chi vuole dire la sua la dica. In pratica non organizzato da Palazzo Civico e non capillare. Criticato anche il ricorso alle varianti. La situazione ha convinto il sindaco a lanciare il gioco: «Voi avete sempre lanciato le vostre proposte - ha detto il sindaco - ma vi siete mai chiesti cosa sarebbe successo se fossero state applicate? Bisognerebbe fare uno studio. E i forum sono loccasione per aprire una discussione del genere. Non basta mettere in fila le idee, ma bisogna immaginare lo sviluppo generale della città». Provocazione raccolta da alcune associazioni. Le prime osservazioni, in realtà, sono già arrivate. Un documento, allegato alla bozza, firmato dai capigruppo di Sd, Monica Cerutti, di Rifondazione, Luca Cassano, e Pdci, Domenico Gallo. Cinque pagine in cui si chiede «lapertura di quattro punti in corrispondenza dei quattro assi, in collaborazione con le circoscrizioni, per mettere in moto un processo di consultazione con i cittadini, lelaborazione di un bilancio di attuazione del piano regolatore rispetto ai servizi pubblici, dalle scuole agli impianti sportivi, stabilendo nuovi obiettivi, e una pianificazione degli interventi che non tenga conto solo di Torino ma dellarea metropolitana». Ed anche la Lega Nord si mostra scettica: «Sarò una sentinella per controllare che questo sia realmente un progetto condiviso e dalla parte dei cittadini - promette il capogruppo Mario Carossa - non un piano regolatore contrattato solo con i soliti poteri».