Approvata la delibera conclusiva: dopo l'esame di 411 «osservazioni» resta l'impianto iniziale PALAZZO D'ACCURSIO non cede alle pressioni dei costruttori. Non una casa in più verrà costruita a Bologna rispetto a quanto deciso nella stesura iniziale del nuovo Piano strutturale comunale (Psc). La giunta Cofferati ha approvato ieri mattina la delibera conclusiva che contiene le controdeduzioni alle 411osservazioni arrivate in questo ultimo anno a proposito del Psc da parte di privati ed enti pubblici. Fra queste, anche le riserve della Provincia di Bologna. Ma l'impianto del provvedimento non è cambiato dal luglio 2007, quando il Psc fu adottato dal consiglio comunale. «Non abbiamo accettato la richiesta di ampliare le aree edificabili spiega Virginio Merola, assessore all'Urbanistica - che dunque resteranno quelle indicate nel piano». Allo stesso modo non è stata accolta la domanda di costruire più case. «I nuovi alloggi saranno 8.000 - conferma Merola - invece dei 16.000 previsti dalla giunta Guazzaloca, di cui 2.000 saranno di edilizia pubblica». Alle nuove residenze si aggiungono i 4.000 alloggi avanzati dal vecchio Piano regolatore (Prg), di cui mille di edilizia pubblica. Accettati in parte invece, riferisce l'assessore, i desideri dei costruttori sugli indici di edificabilità, fissati a un massimo di 0,40 per le aree dismesse già cementificate e a 0,16 (la richiesta era di 0,18) per le nuove costruzioni. La scelta di tenere bassi i livelli di edificabilità ha una sua ragione precisa. «Quando metteremo a bando le nuove realizzazioni - spiega Merola - aggiungeremo un premio, in indici di edificabilità, a favore di chi risponde meglio agli obiettivi di edilizia pubblica, impianti sportivi e verde. È un modo per contrastare la rendita». Del Psc fanno parte anche le aree militari, passate dal ministero della Difesa al Comune grazie a un accordo firmato oltre un anno fa: entro settembre dovrebbe esserci un progetto condiviso per l'utilizzo di zone quali i prati di Caprara e la Staveco. Per quanto riguarda le aree industriali abbandonate, invece, dopo la ex Casaralta e la ex Sasib, l'amministrazione ha firmato un accordo con i privati per la riqualificazione delle ex officine Cevolani, al quartiere Navile. Si tratta di oltre 20.000 metri quadrati, su cui la proprietà dovrà anticipare le demolizioni degli edifici degradati, tra le vie Creti, Mascherino e Liberazione. La società dovrà poi bonificare il resto della zona dall'amianto. Da questi interventi dipende il permesso del Comune a costruire. Al posto dell'ex Cevolani, spiega Merola, dovrebbe sorgere «un nuovo comparto misto residenziale e terziario, di cui saranno i laboratori di urbanistica partecipata a decidere l'assetto». Dalla tutela della collina al riutilizzo di aree dismesse, dunque, il Psc ha un'impronta precisa: «Abitare la città non significa solo costruire nuove case o nuove imprese - chiude Merola -ma anche luoghi di incontro, parchi fluviali e verde pubblico». Entro il mese prossimo, il Psc dovrebbe essere approvato definitivamente in consiglio: il 14 luglio la prima discussione.
BOLOGNA : Psc, i costruttori chiedono più case. La giunta dice no
La delibera conclusiva del Psc è stata approvata dalla giunta Cofferati. L'impianto del provvedimento non è cambiato dal luglio 2007, quando il Psc fu adottato dal consiglio comunale. Le aree edificabili resteranno quelle indicate nel piano, non sarà costruita una casa in più rispetto a quanto deciso nella stesura iniziale del Psc. I nuovi alloggi saranno 8.000, di cui 2.000 saranno di edilizia pubblica. Alle nuove residenze si aggiungono i 4.000 alloggi avanzati dal vecchio Piano regolatore.
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