Scavatrici all'opera e calici levati: ieri è stato buttato giù l'ultimo diaframma della Galleria Cassia, che per il 15 settembre sarà aperta al traffico nella carreggiata esterna. E a festeggiare l'evento c'era insieme al ministro Matteoli anche il presidente dell'Anas Pietro Ciucci. Unico vero sostenitore, insieme ad Alemanno, della necessità di circondare la capitale con un secondo raccordo anulare. Progetto nato prima della «scoperta del buco» o comunque prima di fare i conti con le storiche difficoltà finanziarie di Roma. «Insieme al Comune stiamo studiando un parziale raddoppio del Gra», conferma comunque Ciucci, spiegando poi che fin qui solo per l'allargamento del Raccordo sono stati investiti già 600 milioni di euro. «Con questi chiari di luna, vorrei capire con quali soldi l'Anas pensa di realizzare un'opera da 5 miliardi », replica il deputato del Pd Roberto Morassut, già assessore capitolino all'urbanistica: «Finora l'Anas si è sottratta ad opere più importanti, ma più contenute nelle spese, come la realizzazione delle complanari tra Prenestina e Casilina e l'obiezione è sempre stata: mancano i soldi»