LA QUERELLE L'ultima del sindaco di Roma Gianni Alemanno? Ridimensionare l'Ara Pacis, alla modica cifra di 500.000 euro Dal piccone demolitore alla lima livellatrice: si sa, i tempi cambiano e tutto si ridimensiona. Come la «teca» di Richard Meier che, parola del sindaco di Roma Gianni Alemanno, abbisogna di un «ridimensionamento dell'impatto», di una «limatina» insomma. Nuova puntata, dunque, della telenovela sul contestatissimo progetto dell'architetto americano che ha inglobato l'Ara Pacis in un'algida scatola di acciaIo, cemento e vetro che il neosindaco, appena insediato, aveva addirittura annunciato di voler smontare e spostare in periferia. Ora, ridotto a più miti consigli dalle reazioni del mondo della cultura e degli architetti (anche di quelli a cui l'opera di Meier non piace affatto) e, soprattutto, dagli insostenibili costi di un'operazione del genere, Alemanno ha pensato bene di accontentarsi di una sforbiciatina qua e là tanto per rifare l'acconciatura alla teca. Via il muro di travertino sul Lungotevere che impedisce una piena visuale delle chiese di San Rocco e San Girolamo dei Croati; eliminazione dei frangisole che generano un effetto «zebra» sugli altorilievi dell'Ara Pacis e sostituzione con pellicole protettive dalla luce diretta del sole che ne comprometterebbe la conservazione; modifiche alla facciata d'ingresso. A stilare il programma di «limatura» è l'architetto Manfredi Nicoletti (un curriculum di tutto rispetto: titolare di progettazione alla facoltà di Valle Giulia, autore di progetti e di opere in mezzo mondo, da Atene al Kazakistan, dalla Nigeria alla Malesia) che ha preventivato anche il costo dell'operazione in circa 500.000euro.ANicoletti l'edificio di Meier proprio non va giù: «Non sono contento di quest'intervento ci dice - per ragioni di carattere più generale e comunque, l'edificio in sé è un elefante che schiaccia il mausoleo di Augusto. Ci tengo a dire, però, che qualsiasi intervento correttivo deve essere fatto dopo aver interpellato direttamente Richard Meier ed averlo concordato con lui». Del resto è stato proprio l'architetto americano, dopo le furiose polemiche, a dichiararsi disponibile a discutere di persona eventuali modifiche. Staremo a vedere. Resta lo sconcerto per una«querelle » che sta assumendo toni un po' ridicoli e nella quale le obiezioni culturali al progetto (che spesso si basano su opinabili questioni di stile e di linguaggio, di brutto e di bello) hanno decisamente la peggio rispetto a una volontà politica di rivalsa della destra contro la sinistra. E resta il fatto che non si può comunque fare e disfare, a piacimento del colore politico, un'opera architettonica (peraltro degna e che ha rivitalizzato con la sua presenza e funzione una piazza di Roma consegnata da anni al degrado: anzi sarebbe ora che si procedesse alla realizzazione del progetto vincitore che ridisegna la sistemazione dei giardini del Mausoleo di Augusto) come fosse la tela di Penelope in attesa del ritorno di Ulisse che tenda l'arco e rimetta le cose a posto. Anche perché il sindaco Alemanno con la sua «lima» in mano ha ben poco di Ulisse.
ROMA - Una limatina qua e là e la teca di Meier cambia il look
Il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha deciso di ridimensionare il progetto dell'architetto Richard Meier per l'Ara Pacis, riducendo i costi da 1 milione a 500.000 euro. Il progetto originale prevedeva la demolizione e la spostazione dell'edificio, ma Alemanno ha optato per un intervento di riduzione, che include la rimozione di alcuni elementi e la sostituzione con pellicole protettive. L'architetto Manfredi Nicoletti ha stilato il programma di intervento e ha previsto un costo di 500.000 euro. L'architetto Richard Meier non è contento dell'intervento e ha espresso la sua disponibilità a discutere di eventuali modifiche.
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