Un manifesto-appello «per la difesa del sampietrino di via Nazionale». L'ha lanciato al sindaco e all'assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Gfaera il comitato dall'omonimo nome «Difendo il sampietrino», forte del cambio di amministrazione al Campidoglio. E di adesioni illustri, come quella di tre architetti del calibro di Paolo Marconi (ordinario di Restauro presso Roma Tre), di Giorgio Muratore (ordinario di Storia dell'architettura contemporanea a Valle Giulia) e Paolo Portoghesi, titolare di Progettazione a Valle Giulia. Un comitato con speranza di ascolto perché ieri alla presentazione dell'appello erano presenti anche il deputato del Pdl Marco Marsilio e il consigliere capitolino Federico Mollicone: quest'ultimo sarà anche il «tramite», meglio il latore del messaggio a una riunione, già in programma, per decidere dei lavori su via Nazionale. «Domani, al massimo entro la settimana - dice l'assessore ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera -ci sarà un incontro con i tecnici e l'assessore alla Mobilità Sergio Marchi, per decidere come coordinare cantiere e interventi. La discussione è aperta, sono pronto ad incontrarli, ma prima bisogna decidere sui mezzi che dovranno passare per via Nazionale». Perché in contemporanea con la riapertura del dibattito sulla pavimentazione ha ripreso quota anche l'ipotesi del prolungamento del tram «8» fino a Termini: un'ipotesi alla quale è favorevole l'assessore Sergio Marchi, che però sta studiando anche la soluzione «filobus». «Dobbiamo quindi valutare - aggiunge Fabrizio Ghera - per prima cosa se è possibile portare il tram lungo la strada, poi quali e quanti sono i mezzi pesanti che dovranno percorrerla. La riunione in programma servirà a fare una prima "scaletta" dei lavori, tanto più che ci sono altri cantieri che insistono nella zona in queste settimane. Dobbiamo coordinarci bene». Nel suo manifesto-appello per la difesa del sampietrino il comitato, guidato dall'architetto Alfredo Donati non ha dubbi: «I sampietrini sono un biglietto da visita di Roma e non devono essere rimossi da via Nazionale - ha detto - Confidiamo che il sindaco Alemanno, in concomitanza dei lavori, accolga la nostra richiesta». E precisa: le vibrazioni lamentate dai residenti di via Nazionale non sono causate dai sampietrini bensì dalla colata di calcestruzzo armato al di sotto dell'attuale pavimentazione che arriva fino ai portoni e che da più di dieci anni non ha subito manutenzione. «Basta creare - aggiunge Alfredo Donati - una sorta di "compensazione" tra la soletta e i portoni per far sì che le vibrazioni non arrivino». Secondo il comitato «il vero rischio è che i sampietrini vengano sostituiti con asfalto» e che non vengano montati a «regola d'arte» come richiedono. A riprova portano l'esempio degli Champs Elysées parigini, dove stanno benissimo. «Non si capisce - afferma Marco Marsilio - perché la città che ha inventato questa pavimentazione stradale debba restare indietro rispetto la Francia. Mi auguro che Gianni Alemanno voglia sposare questa battaglia di civiltà».