Un ristorante all'interno del museo. E ancora, laboratori didattici, di restauro, aule speciali per non vedenti, un auditorium, coffe shop e altre iniziative che renderanno l'Archeologico all'avanguardia nel mondo. In compenso andranno via gli uffici della Sovrintendenza, trasferiti alla vicina caserma Garibaldi, e verranno trovati nuovi spazi da dedicare alle esposizioni. Già finanziati i lavori, dall'Agenda 2000, i cantieri saranno aperti a maggio, «massimo - assicura il sovrintendente Enrico Guglielmo - alla fine del semestre». Il ridisegno del museo Nazionale fa parte di uno dei progetti postsismici elaborati nel '93 da Guglielmo. A essere ristrutturata sarà l'ala alle spalle del corpo centrale. «Doteremo il museo di tutto ciò che è necessario a una grande struttura - spiega il sovrintendente - da una grande sala che fungerà da auditorium e sala convegni, attualmente inesistente nel museo, a una biblioteca, a laboratori di restauro a una sezione didattica per gli studenti». Compresa nel progetto anche la meritoria iniziativa di aprire la comprensione dell'arte classica ai non vedenti. «Sfruttando la vicinanza con l'istituto Colosimo - spiega ancora Guglielmo - apriremo una sezione per non vedenti, come già c'è, ad esempio, ad Atene o a Torino». Come detto già finanziati, per nove milioni di euro, i lavori dureranno sino al 2006. Quello che più interessa è che la fruibilità del museo non verrà toccata in questi mesi. «Parallelamente - aggiunge Guglielmo - provvederemo al trasferimento degli uffici delle Sovrintendenze alla caserma Garibaldi». La filosofia globale del progetto, per usare le parole del sovrintendente, «è quello di trasferire in un altro posto tutte le funzioni non espositive del museo. Il nostro obiettivo è quello di recuperare almeno il cinquanta per cento degli spazi attuali da dedicare alle esposizioni dei reperti archeologici». Il che, in una struttura che deve fare i conti con la carenza di locali, non è poco. Basta fare un giro per i depositi nei sotterranei per farsi un'idea dell'abbondanza di opere d'arte. Qui decine e decine di statue, monili, quadri, molti dei quali già catalogati, cercano da tempo una collocazione espositiva. Ma in mancanza di spazi sicuri dove alloggiarli rimangono in casse e cassoni dove, tranne i pochi esperti della Soprintendenza, nessuno può vederli. Una vera e propria occasione sprecata in una città che potrebbe vivere sui propri tesori ma che sotto questo aspetto non riesce a decollare come meriterebbe. c.t.