Un altro giro di valzer al ministero dei Beni culturali. E il direttore regionale dell'Emilia-Romagna, Luciano Marchetti, se ne è già andato da Bologna. È tornato alla direzione del Lazio, che aveva lasciato a inizio gennaio in seguito alle nomine fatte dal predecessore di Sandro Bondi al ministero della Cultura, Francesco Rutelli. Solo cinque mesi nella sede di via Sant'Isaia, nemmeno il tempo di prendere visione di tutte le questioni aperte (il Civis in testa) che venerdì scorso aveva già fatto le valigie per tornare a Roma E lunedì era di nuovo seduto alla sua scrivania alla direzione regionale del Lazio, con l'emozione da primo giorno di scuola: «Finalmente sono tornato a casa mia ha detto ieri Marchetti , nel mio vecchio posto di lavoro». Che Bologna fosse un «ripiego» non tanto gradito l'ingegner Marchetti non l'aveva mai nascosto. Ma da subito aveva comunque preso a cuore una delle questioni più articolate che richiedevano il suo parere: il passaggio del Civis in centro. E più volte aveva mostrato le sue perplessità su alcune caratteristiche richieste dal nuovo filobus, soprattutto le banchine a ridosso dei portici. Si vocifera che, a porte chiuse, l'ex direttore avesse espresso qualcosa in più che una riserva sul Civis. Ma questo resterà appannaggio di pochi fidati. «Sono sicuro ha detto ieri da Roma che il mio successore proseguirà bene quanto ho iniziato sul Civis». Il testimone Luciano Marchetti l'ha passato a Carla Di Francesco, architetto di formazione romana, 56 anni e una lunga esperienza nel campo della tutela dei beni architettonici e paesaggistici. È arrivata venerdì nel nuovo ufficio di Bologna e, come il suo collega Marchetti, ha preso servizio lunedì. L'accento è ancora romano, ma la Di Francesco spiega che arrivare a Bologna è come tornare a casa, dopo tanti anni in cui chiedeva il trasferimento. «Ho lavorato per vent'anni alla Sovrintendenza di Ravenna, nella sede di Ferrara spiega : è un ritorno che mi rende felice, per la mia conoscenza del territorio e per il riawicinamento alla mia famiglia che sta a Ferrara». Nel 2000 la Di Francesco era stata scelta per la Sovrintendenza ai beni architettonici, e poi alla direzione regionale dei Beni culturali, della Lombardia. E solo a fine 2007 era stata trasferita a Roma alla Dare, Direzione generale per l'architettura e l'arte contemporanee. Adesso sta a lei sciogliere i «nodi» bolognesi. Del Civis ha già sentito parlare: «Marchetti mi ha spiegato che esiste una questione così in città». Nemmeno il tempo di arrivare che ieri la nuova direttrice era già in giro a prendere confidenza con Bologna. «Sono davanti all'ex chiesa di San Barbaziano spiegava ieri : sarà il nostro prossimo lavoro. Fra una settimana avrò un incontro con il demanio per prendere alcune decisioni sulle ex aree militari e sugli ex conventi. E poi chiederò presto un appuntamento al Comune».