L'INTERVENTO di Uberto Siola dedicato al centro storico di Napoli pubblicato ieri sul Mattino si chiude con limito allUnesco di intervenire nel dibattito sulla base di competenze e non di sigle culturali. «Sigle - scrive Siola - magari dal passato glorioso ma oggi incapaci, nel caso migliore, di esprimere competenze vere e allaltezza della partita». Egli parla con tutta evidenza dell Istituto nazionale di Architettura e della sua sezione campana da me presieduta. Tirato dentro una polemica in forma esplicitamente anonima, non rni sottraggo e pongo a Siola due doverose domande, invitandolo poi a riflettere su una questione. Prima, doverosa, domanda. Perché non usare un linguaggio chiaro? In tal modo, si fa torto al lettore non onnisciente. Chi legge, non è tenuto a sapere che la sigla dal passato glorioso è lIstituto fondato cinquantanni or sono da Bruno Zevi. Seconda, doverosa, domanda. Perché ritiene con assoluta sicurezza che il citato Istituto non esprima competenze vere allaltezza della partita? Credo invece che lIstituto ne abbia e sono costretto, di necessità, a citarmi, ma non trovo al momento altro argomento per sostenere la polemica. Chi scrive - per essere esplicito è stato invitato dallo stesso Siola a tenere una lezione nel Workshop da lui promosso sul centro storico ed è stato poi inserito con un saggio, sempre da Siola, nel catalogo che ne raccoglieva gli esiti progettuali. Non posso pensare che si invitino a tenere lezioni e scrivere saggi persone prive di competenze vere e non allaltezza. Sono due domande che andavano fatte, considerato il nostro buon rapporto con Siola, la reciproca stima e perciò il nostro sconcerto procurato da affermazioni non gravi (avere una opinione non è mai una cosa grave) ma semplicemente, a mio avviso, non vere. A Siola pongo ora invece una questione, più vera e seria, che emerge dal suo ragionamento. Nel suo intervento, egli delinea un programma per il centro storico che coincide in linea di massima con un progetto su cui sta lavorando il Comune. Daccordo con Siola, non basta restaurare i singoli monumenti, occorre creare anche le condizioni per una rinascita reale del centro storico con limmissione di nuove funzioni. Ma anche con la riproposizione di tradizionali insediamenti come le strutture per gli studi superiori, università e alta formazione. In questa direzione, lattuale Piano urbanistico non ci aiuta. Il nostro Istituto in questi mesi ha detto esattamente le stesse cose. Siola, con riferimento allazione del Comune, parla di «una capacità di progettazione della città di recente non sempre avvertita». Il nostro Istituto, nel documento di denunzia allUnesco, ha espresso analoga perplessità. Dovè la grande differenza, linsanabile frattura, tra le due posizione, la sua e quella del nostro Istituto, che lo induce a raccomandare allUnesco di tenersi lontano da certe sigle dal passato glorioso?Forse una convergenza di forze culturali, Istituti, enti e Università; forse laffermarsi di una pratica di lavoro di gruppo; forse la rinunzia a sgomitare per conseguire posizioni di privilegio davanti allente gestore del Grande Programma, cioè il Comune: forse tutto ciò, e non le convenzioni ad escludere, potrebbero aiutare lo stesso Comune in questa difficile fase storica, densa però di opportunità per conferire nuova vitalità al centro storico di Napoli. presidente sezione campana Istituto nazionale Architettura
NAPOLI - La partita da giocare sul centro storico
L'articolo di Uberto Siola sul Mattino critica l'intervento di Sigle culturali, come l'Unesco, nel dibattito sulla conservazione del centro storico di Napoli. Siola sostiene che le Sigle non hanno competenze vere e non sono in grado di esprimere competenze all'altezza della partita. Egli critica anche l'invito a tenere lezioni e scrivere saggi persone prive di competenze vere. Siola propone un programma per il centro storico che include la creazione di nuove funzioni e la riproposizione di tradizionali insediamenti come le strutture per gli studi superiori.
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo