Alemanno annuncia il ridimensionamento. C'è un progetto sui costi Una «ridimensione dell'impatto» per la teca dell'Ara Pacis, annuncia Gianni Alemanno. I costi? Circa 500 mila euro Ara Pacis: «Ridimensioneremo l'impatto della teca». Niente più trasloco altrove, operazione troppo cara per le finanze del Campidoglio. Adesso «verrà rivisto il lungo muro in travertino», in modo da non oscurare la facciata delle due chiese, e verranno riviste le cose che non vanno. È questo dunque il futuro per il museo di Richard Meier e l'ha annunciato ieri Gianni Alemanno a «TeleCamere» (la trasmissione condotta da Anna La Rosa su Rai Tre), rispondendo a una domanda di Renzo Lusetti, del Partito Democratico e assessore capitolino al Personale nei primi anni Novanta. Il sindaco dice anche che ha intenzione di parlarne prossimamente, anzi al più presto, con il progettista Richard Meier. L'architetto americano, da parte sua di è dichiarato già disponibile a un incontro per ridiscutere «di persona» dell'argomento: «Possiamo trovare insieme una soluzione - ha da parte sua fatto sapere da oltre oceano - Se si ritiene che ci sia qualcosa di sbagliato». I costi dell'operazione per «ridimensionare» l'impatto del museo, secondo le intenzioni di Gianni Alemanno, sono già stati fatti. E consegnati agli esperti in materia del Campidoglio, che li stanno esaminando. Il «Piano per rendere la teca dell'Ara Pacis meno offensiva», porta la firma di un altro architetto, Manfredi Nicoletti, titolare di Progettazione a Valle Giulia, autore, fra l'altro, del Palazzo di Giustizia di Arezzo. Tre interventi il cui costo totale è di 500 mila euro, compresi gli oneri per le opere provvisionali e quelli per la sicurezza: dall'abbassamento o eliminazione della pareti rivestite in travertino «bocciardato» che impediscono la vista delle due chiese, di San Rocco e San Girolamo dei Croati su via di Ripetta, allo «smantellamento delle superfetazioni architettoniche» della facciata di ingresso in asse a Ripetta (piccole pensiline, piastrine, decorazioni varie). Nel primo caso, il ridimensionamento del muro, la spesa sarebbe di 120 mila euro; per l'eliminazioni delle «superfetazioni » ce ne vorrebbero invece circa 160 mila. Più caro il terzo intervento, quello dell'illuminazione naturale interna, ma l'unico «ineludibile» secondo gli esperti. «Come ha rilevato anche l'ex soprintendente, il professor Adriano La Regina - spiega Manfredi Nicoletti, che a suo tempo firmò con Italia Nostra e con alcuni suoi colleghi come Paolo Portoghesi e Giorgio Muratore una petizione per fermare il progetto - la luce che entra dalle vetrate laterali è eccessiva e può danneggiare i marmi antichi. Inoltre rende illeggibile l'Ara di Augusto perché dà una luce "zebrata", proiettando sulle sculture romane delle fasce ombra orizzontali dovute ai frangisole esterni». L'eliminazione dei frangisole e l'applicazione sulle vetrate laterali di una pellicola proteggente dalla radiazione solare nociva ha un costo di altri 200 mila euro. Un totale quindi di quasi 500 mila euro. Una prima «revisione» del muro antistante le due chiese di via Ripetta in realtà c'è già stata: la commissione mista Campidoglio-Ministero dei Beni culturali, presieduta da Leonardo Benevolo prescrisse nel 2003, infatti, alcune modifiche, fra le quali l'abolizione del muro, perché avrebbe «soffocato» le facciate delle due chiese. Il muro, rispetto il progetto originale, è stato abbassato di tre metri, mentre l'obelisco in travertino, poi sostituito nelle intenzioni da un'antica colonnaromana, non è mai stato innalzato.