Al presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, è arrivato il parere negativo dei comitati tecnico scientifici del ministero per i Beni culturali sul progetto vincitore del concorso internazionale, quello del gruppo guidato dall'architetto Cesare Mari. A non convincere sono stati il cannocchiale color corallo e il ponte panoramico, considerati dai tecnici «elementi architettonici dissonanti» con la preesistente struttura medievale. Ma il presidente Divella non accetta la decisione dei comitati, il cui parere resta comunque consultivo: l'ultima parola la dovrà avere necessariamente il ministero per i Beni culturali. «Non capisco cosa sia successo - spiega Divella - questa commissione ha dato un parere ad un progetto così importante senza nemmeno consultare l'architetto e senza neanche cercare di trovare delle soluzioni per migliorarlo. Questi personaggi di Roma hanno valutato il tutto nelle loro stanze, senza chiamarci e senza considerare che quel progetto alla fine è stato votato a maggioranza. Sono stati infatti nove membri della commissione su dieci a dare il via libera». Divella vuole fare chiarezza ed è pronto a ricorrere al Tar. «Valuteremo tutti i passaggi che sono stati seguiti - prosegue il presidente - e cercheremo di trovare una via amichevole per risolvere questo problema. Se non riceveremo risposte convincenti siamo pronti a ricorrere al Tar. Ciò che mi dispiace di più è che quanto sta accadendo sta provocando e provocherà ritardi consistenti: i cittadini dovranno attendere ancora, prima di poter visitare il nuovo Museo archeologico ». Divella promette anche un braccio di ferro con Ruggero Martines, direttore dell'ufficio regionale per i Beni culturali. «E' irraggiungibile da giorni - aggiunge Divella - , lo sto cercando con insistenza, ma nessuna risposta. E' un comportamento fuori dal normale. Ho inviato anche un telegramma perché voglio capire se Martines ha espresso un parere ai comitati tecnico scientifici e come mai il progetto è stato valutato a Roma e non dalla Sovrintendenza regionale ». E se non riceverà risposte? «Martines è obbligato a mettersi in contatto con me conclude Divella - altrimenti sono pronto io ad andare al ministero e a fare notare questo suo comportamento anti istituzionale. Comunque ribadisco: spero che questa situazione si risolva in maniera pacifica, altrimenti non ci tireremo indietro e andremo in tribunale». Il progetto del vincitore bocciato dai tecnici Il progetto vincitore è stato presentato nel febbraio scorso: prevede la ristrutturazione di un'area di oltre 4mila metri quadrati che sarà ampliata con un lungo corridoio rosso simile ad un cannocchiale e con una terrazza. Al concorso che è stato bandito nel maggio del 2007 hanno partecipato 52 gruppi di architetti, nazionali e internazionali. La giuria diretta da Amerigo Restucci, docente di Storia dell'Architettura all'università di Venezia, ha scelto prima i dieci finalisti e successivamente il progetto vincitore. Per la ristrutturazione è stata prevista una spesa di 12milioni di euro: i lavori, che sarebbero dovuti cominciare per i primi mesi del 2008, dovrebbero durare un anno e mezzo. Il Museo archeologico provinciale è chiuso da quattordici anni: fu istituito nel 1875 all'interno del palazzo dell'Ateneo ma fu chiuso nel 1994, secondo quanto previsto da un decreto ministeriale. La nuova sede è stata individuata nel 2001, in seguito ad un accordo con l'università di Bari. Successivamente sono state avviate le procedure per il concorso di progettazione, voluto dal presidente Divella, nel caratteristico complesso di Santa Scolastica.
BARI - Archeologico storia infinita. Bufera per la realizzazione del Museo archeologico provinciale nel complesso di Santa Scolastica a Bari Vecchia
Il presidente della Provincia di Bari, Vincenzo Divella, ha ricevuto un parere negativo dei comitati tecnico scientifici del ministero per i Beni culturali sul progetto vincitore del concorso internazionale per la ristrutturazione del Museo archeologico provinciale. Il progetto, presentato nel febbraio scorso, prevede la ristrutturazione di un'area di oltre 4mila metri quadrati con un lungo corridoio rosso simile ad un cannocchiale e con una terrazza. I tecnici hanno considerato il cannocchiale e il ponte panoramico come elementi architettonici dissonanti con la preesistente struttura medievale.
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