I primi dieci anni di gestione del Parco nazionale dell'Asinara sono stati fallimentari e per questo occorre un cambiamento. Magari trasformando il parco da "nazionale" in "regionale". Il giudizio e la proposta sono di un comitato che si è formato di recente e che chiede che a esprimersi sia l'intera città di Porto Torres attraverso un referendum consultivo. L'iniziativa è stata presentata ieri mattina da Benedetto Sechi, Gianni Frassetto e Mario Bono. Sono tre i quesiti ai quali, se ammessi dall'apposita commissione comunale, dovranno rispondere i cittadini di Porto Torres: la trasformazione del parco da nazionale in regionale, l'ipotesi di mettere fuori dal perimetro del parco i borghi di Cala D'Oliva e Cala Reale e infine la separazione amministrativa fra parco e area marina protetta. Il fallimento della gestione del parco è dovuto, secondo a promotori del referendum, a una serie di fattori ma quello determinante è proprio lo "status" di parco nazionale. Questo ha impedito, fra lacci e lacciuoli, lo sviluppo economico dell'isola. «Anche questo è federalismo visto che a governare il territorio sarebbero i cittadini - ha detto Benedetto Sechi - e non i vari ministeri guidati da quello dell'Ambiente». «Con questo referendum vogliamo che sia la città ad amministrare il 50 per cento del proprio territorio - ha aggiunto Gianni Frassetto - e non farci calare dall'alto questo o quel progetto che finora non hanno dato alcun risultato». La legge istitutiva del parco è vecchia e superata, ha spiegato ancora Benedetto Sechi, e non funziona se non nei parchi storici come quello d'Abruzzo o quelli sulle Alpi. «È un ente gestore complesso, eccessivamente burocratizzato - ha aggiunto Sechi - che si è occupato solo di concedere autorizzazioni o, come è accaduto in occasione del decennale del parco, di organizzare manifestazioni alquanto discutibili». Per quanto riguarda i borghi il discorso è semplice, secondo Frassetto: o l'Asinara è abitata o resterà un'incompiuta e, inoltre, all'isola «non occorrono bandi di gara internazionale - ha sottolineato Sechi - perché non credo proprio che le multinazionali vogliano realizzare l'albergo diffuso, come accade in altre realtà». Infine l'area marina protetta che deve essere governata dai comuni, riuniti in consorzi come a Tavolara, ma con la presenza degli operatori del mondo della pesca. Il comitato - apartitico, è stato sottolineato - vuole far ripartire il didattitto sull'Asinara, con il coinvolgimento degli amministratori comunali ma soprattutto con l'apporto dei cittadini che possono contattare lo 079 5901487 oppure scrivere all'indizzo di posta elettronica comitato.asinaratiscali.it.