Mura scrostate e graffiti nella storica dimora L'ultima ferita, la più evidente su un corpo già martoriato, è spuntata da un giorno all'altro. Poco importa quando sia accaduto: se ieri, una settimana o due mesi fa. Quel che conta è che improvvisamente sulla facciata di Palazzo Reale è stata innalzata, appena dietro il torrino dell'orologio, un'antenna televisiva. Così, come se niente fosse. Non è l'unica rasoiata che sfregia la bellezza del luogo. Di certo, però, quell'antenna diventa l'emblema assoluto di un degrado che solo fino a qualche anno fa sarebbe stato inimmaginabile. Basta soffermarsi sulla balconata del secondo piano: finestre che cadono a pezzi, vetri rotte, il legno degli infissi eroso come capita di vedere in certi vecchi palazzi abbandonati. Improvvisamente da una di quelle finestre si affaccia un uomo in t-shirt bianca; fuma una sigaretta e tanto basta a farci immaginare ciò che internamente alla reggia avviene. Non sappiamo chi sia quel signore: se un dipendente della Soprintendenza, un operaio della ditta che lavora alla facciata di via Acton, o chi altri ancora. Un fatto è certo: nelle stanze di Palazzo Reale i divieti di legge non sembrano avere accesso, e dunque si fuma liberamente. Oggi nella reggia che ospitò i vicerè spagnoli prima, e i Borbone poi ci sono numerosi uffici. Tanto per cominciare c'è la Soprintendenza ai beni architettonici, anche se riesce difficile credere che sia così. Perché basta guadagnare l'ingresso e fare due passi attraverso i cortili, fino ai giardini adiacenti alla Biblioteca nazionale per chiedersi dove sia finita la difesa dell'arte, del bello e dell'antico. Cassonetti di spazzatura in bella vista, cartacce ovunque. Mura scrostate e graffiti vergognosi ovunque. E qui una parola va spesa anche per i custodi. Quando nei giorni scorsi sono state scattate le foto che testimoniano in che stato versi oggi Palazzo Reale - all'ingresso del cancello su piazza Trieste e Trento ne abbiamo contati cinque. Immobili e concentratissimi nelle loro conversazioni, decisamente poco attenti a ciò che avveniva a due passi da loro. Dai giardini ai cortili. Sui prati spelacchiati si gioca a pallone. Più avanti, verso la terrazza che guarda alla darsena Acton un gruppetto di ragazzi e ragazze si diverte a rovinare quel poco che ancora si salva. Lei, avrà non più di 12 anni, affida un messaggio d'amore al suo lui a tratti di pennarello nero su porte e mura: «Mario forever». Già, per sempre. Nessuno controlla. Nessuno vede. E, soprattutto, nessuno si fa sentire per spiegare a quei ragazzi che no, che proprio non è giusto lasciare frasi d'amore su un Palazzo che racconta quattro secoli di storia e molto altro ancora. Poi ti guardi intorno e capisci. Basta osservare il cortile, trasformato in parcheggio per auto e moto, che qui nulla è più ciò che dovrebbe essere. Soprintendente, almeno lei, se c'è batta un colpo.
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Palazzo Reale, storico edificio di Firenze, è stato oggetto di degrado e vandalismo. Sulla facciata è stata innalzata un'antenna televisiva improvvisamente, mentre finestre cadenti e vetri rotti sono state segnalate. Un uomo fuma una sigaretta sulla balconata del secondo piano. La Soprintendenza ai beni architettonici sembra avere difficoltà a controllare lo stato del palazzo. I cortili e i giardini sono stati trasformati in aree di sosta per auto e moto, con cassonetti di spazzatura e graffiti. I custodi sembrano poco attenti al degrado. Un gruppo di ragazzi e ragazze si diverte a rovinare il palazzo, lasciando messaggi d'amore su porte e mura.
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