Fumata bianca per la nuova giunta municipale non politica ma «tecnica e professionale». Ieri l'annuncio del sindaco Luciano Di Meo. Questi i nuovi assessori con le rispettive deleghe: Mario Elce (vice sindaco, affari generali, personale, pubblica istruzione), Franco Di Cresce (bilancio, finanze, tributi), Franco Cafaro (lavori pubblici, edilizia scolastica), Giovanni Izzo (sanità, assistenza sociale, fasce deboli), Francesca Palermo (commercio, contenzioso, pari opportunità, formazione, politiche giovanili), Paolo Gramegna (turismo, cultura, vigili urbani, beni culturali), Carmine Venasco (ecologia, ambiente, protezione civile, agricoltura). Attraverso un manifesto il sindaco ha voluto illustrare ai cittadini le ragioni del suo operato. La causa è da ricercare nella crisi che nelle ultime settimane ha investito l'amministrazione comunale. «Il dissolvimento dell'equilibrio politico provocato dalle dimissioni di alcuni assessori - si legge nel manifesto - non poteva essere risolto nel solo ambito delle forze politiche, procedendo alle semplici sostituzioni. Perciò ho preferito, di fronte all'incertezza e alle difficoltà manifestate dai partiti di maggioranza, "azzerare" la giunta municipale, piuttosto che puntare ad un nuovo e magari fragile, anche se comodo, equilibrio». Di Meo aggiunge che, in veste di sindaco, ha preferito una nuova giunta «tecnica e professionale» che risponde ai requisiti di sensibilità culturale e politica della maggioranza che ha vinto le elezioni nel 2007. «Chiederò al consiglio comunale - si legge ancora - un voto di approvazione e sostegno politico rispetto al quale trarrò eventuali conclusioni di mie dimissioni o rinnovato e trasparente impegno ad operare per la città e per il territorio. Affiderò la mia permanenza alla guida del Comune al voto della metà più uno dei consiglieri comunali e che siano, comunque, espressione della maggioranza elettorale del giugno 2007». Il sindaco si rivolge poi all'opposizione del centrodestra e a quella recente, dichiarata dai socialisti, chiedendo «una posizione che tenga conto dell'interesse collettivo, rappresentato da una giunta che nasce anche dalla spinta propositiva dell'opinione pubblica». A chiusura del manifesto, Di Meo ringrazia gli assessori uscenti. Ieri le prime reazioni. Positive, per lo più, da parte della popolazione, che vede in tale atto del primo cittadino il coraggio di dare una svolta alla politica a Sessa. «Apprezziamo l'operato del sindaco - era l'espressione più ricorrente ieri - che preferisce dimettersi piuttosto che cedere ad eventuali compromessi o interessi trasversali di qualche partito o di qualche singolo esponente. Aspettiamo però fatti concreti dalla nuova giunta che diano slancio al nostro comune ormai al collasso». Molto critici i socialisti, passati all'opposizione. «Non è questione di nomi - ha dichiarato il segretario Lucilio Rizzo - ma di una scelta politica a sovranità limitata, ampiamente minoritaria tra la gente e di corto respiro. Giudicheremo atti, motivazioni e comportamenti nell'interesse esclusivo dei cittadini». La domanda che tutti si pongono è su quanti consiglieri comunali Di Meo potrà contare. È un terno a lotto. Dieci o undici (escluso il voto del sindaco) su venti? Decisive saranno le posizioni che assumeranno due dei quattro consiglieri di Itinerario democratico (Simeone Capezzuto e Lorenzo Casale), il consigliere del Pd, ex Italia di mezzo, Andrea Testa e l'indipendente Basilio Vernile, attuale presidente del civico consesso. Non tanto nel prossimo consiglio comunale, ma dal prossimo autunno, allorquando si dovrà approvare il bilancio consuntivo.