«Alemanno pensi ad altre cose da fare, più importanti e più urgenti, e metta da parte questa negativa ossessione che rischia di far perdere solo soldi all'amministrazione comunale». Roberto Morassut, ex assessore capitolino all'urbanistica e attuale deputato del Pd, parte all'attacco del progetto di "ridimensionamento" della teca dell'Ara Pacis. «In poco tempo, sul destino dell'Ara Pacis, il sindaco Alemanno è passato dallo spostamento in periferia del monumento alla demolizione e poi alla limatura che non si capisce cosa sia - sottolinea Morassut - L'Ara Pacis è un'opera conclusa, uno dei musei di Roma con più successo di pubblico. Consiglio, per il bene di tutti, di lasciar perdere interventi che sarebbero inevitabilmente oggetto di un doveroso esame della Corte dei conti». Rincara la dose Pino Battaglia, consigliere provinciale del Pd: «Mi sembra davvero incredibile che, in mezzo a tante grida sul deficit del bilancio e il rischio bancarotta, si progetti di buttare 500mila euro per rifare un muretto dell'Ara Pacis. Le priorità della città sono altre». Il Comune, dice Fabio Sabbatani Schiuma (La Destra) «non può certamente permettersi certe spese dopo il disastro del centrosinistra al governo cittadino: la mia proposta e quella di chiedere l'impiego del Genio militare». Federico Mollicone (Pdl), respinge al mittente le accuse del Pd: «Dipendesse da loro, impedirebbero alla giunta Alemanno di porre mano ai guasti urbanistici e architettonici prodotti dalle amministrazioni di centrosinistra: non accettiamo lezioni di stile».
Roma - Scontro sull'Ara Pacis. Morassut: Intervenga la Corte dei Conti
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, è stato criticato per il progetto di "ridimensionamento" della teca dell'Ara Pacis, che prevede la demolizione di un muretto per migliorare la visibilità del monumento. Il progetto è stato criticato da vari politici, tra cui Roberto Morassut, ex assessore capitolino all'urbanistica, che lo considera "negativo" e "costoso" (500.000 euro). Morassut e altri politici, come Pino Battaglia e Federico Mollicone, hanno chiesto di lasciare il progetto e di concentrarsi su priorità più importanti, come il deficit del bilancio e il rischio bancarotta. Il Comune di Roma non può permettersi di spendere denaro per questo progetto, secondo alcuni politici.
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