NAPOLI - Milleduecento tonnellate di rifiuti sotterrano la cartolina del Vesuvio e degli Scavi. «Sono sei giorni che chiedo: fate presto. Ho bussato alla porta dello staff del sottosegretario Bertolaso, l' ho scritto all' esercito, ho inviato una lettera persino al nostro Presidente della Repubblica. Ercolano è sull' orlo del collasso civile». Il sindaco Nino Daniele appare stanco, ma non può smettere di combattere. Il consiglio comunale della cittadina vesuviana è riunito da quattro giorni in seduta permanente. Per oggi alle 10 è fissato un incontro con il sottosegretario Guido Bertolaso. «Il sito di stoccaggio provvisorio, che avevamo responsabilmente aperto sul territorio comunale, prima sequestrato e poi dissequestrato dalla magistratura, è ormai saturo da settimane. L' immondizia arriva ai primi piani delle case, costeggia uffici, negozi, case, ma soprattutto minaccia le nostre uniche ricchezze, un patrimonio storico e archeologico che il mondo ci invidia». C' è un' emergenza nell' emergenza, sull' agenda del capo della Protezione civile: è il disastro che avvolge, esattamente come nei giorni più bui del capodanno napoletano, vasti territori della provincia. Ma tra i comuni più colpiti svetta Ercolano. Sui cui muri il consiglio comunale ha fatto affiggere un manifesto: «Acutissimo allarme», dicono i grandi caratteri in nero. Paesaggio ferito a morte. Con i sacchetti che invadono lo sfondo del Vesuvio e coprono l' ingresso dell' antico teatro romano. Assediano il parco archeologico caro agli studiosi di tutto il mondo per il ritrovamento dei papiri di Filodemo di Gadara e per quei preziosi monili abbandonati sul suo antico porticciolo durante l' eruzione del 79 dopo Cristo. Altre tonnellate di immondizia accerchiano le Ville settecentesche con le esedre che danno sul mare, quelle che nelle vecchie brochure sono «le perle della Regia strada delle Calabrie», il Miglio d' oro vesuviano. Proprio una di esse, Villa Campolieto, ospitò la lunga visita del Presidente Napolitano due anni fa. «Per questa cittadina oppressa dai problemi della disoccupazione e di una aggressiva presenza criminale - spiega ancora il sindaco - la risorsa culturale e turistica resta l' unica via di salvezza, non possiamo rassegnarci al disastro». Il primo cittadino ha scritto al Quirinale, intitolando il suo Sos con la frase che echeggia le ore drammatiche del terremoto del 1980. «Fate presto», scrive infatti Daniele al Presidente della Repubblica. E continua: «Anche il Parco nazionale del Vesuvio è inondato di rifiuti in discariche a cielo aperto che procurano danni irreversibili all' ambiente e all' economia turistica. Gli Scavi e le Ville sono ormai inagibili, la popolazione assiste avvilita e sgomenta ai prodromi del collasso civile». E poi c' è il danno economico. «Restano inspiegabili - conclude il sindaco - i motivi in base ai quali Ercolano conferisce i suoi rifiuti, quando c' è spazio, all' impianto Cdr di Casalduni (nell' avellinese), con un aggravio di costi a danno dei cittadini».