Fabio Ciani, presidente dellautorità portuale: "Servono svincoli autostradali e ferroviari" "Non è possibile che i container scaricati debbano imboccare la provinciale" "Gaeta e Fiumicino possono essere degli ottimi scali di supporto per il turismo" «È una profonda trasformazione quella che sta subendo il porto di Civitavecchia. Da qui a tre anni sarà irriconoscibile. Ma servono infrastrutture: autostrade potenziate e una politica del ferro adeguata». Fabio Ciani, presidente dellAutorità portuale parla del futuro di quello che è diventato il primo scalo nel Mediterraneo delle navi da crociera, avendo strappato il primato a Barcellona. Ma lambizione non si arresta qui. Civitavecchia, Gaeta e Fiumicino - il network di cui Ciani è il "capitano" - hanno potenzialità che possono dare grandi risultati: «Come quello di togliere il maggior numero di Tir dalle strade». Ciani, privilegiare i trasporti marittimi è quindi lobiettivo? «Sicuramente sì. Per ora le linee sono cinque che sintensificano durante il periodo estivo. Ma cè una parte del traffico delle merci ancora appannaggio del Nord Europa e su cui vorremmo mettere le mani. Per questo tra i progetti cè una nuova autostrada del mare verso la Turchia: ci permetterebbe di aumentare il trasporto dei container dalla Cina, dallIndia, dallAmerica. Ma per diventare un porto allavanguardia bisogna avere infrastrutture adeguate». Quelle più urgenti quali sono? «Tre sono i problemi da risolvere. Il primo riguarda la Orte-Civitavecchia. Il porto ha bisogno di unautostrada che la colleghi con lEuropa. Ora, un Tir che sbarca qui deve fare 25 chilometri di provinciale prima di immettersi sullAutostrada del Sole. Col vecchio governo era stato fatto un accordo per un primo breve appalto. E stata costituita anche una società tra Regione e Anas per risolvere la questione. Sono segnali positivi, ma staremo a vedere... ». Questo è un problema, gli altri due? «La messa in sicurezza dellautostrada Civitavecchia-Livorno e il potenziamento ferroviario per le merci. Un punto importante anche per creare posti di lavoro». Ovvero? Qual è il nesso tra ferrovia e aumento delloccupazione? «I container che arrivano adesso, il più delle volte, non hanno prodotti già finiti ma contengono pezzi. Ecco, Civitavecchia potrebbe diventare un polo di assemblaggio e creare un volano di sviluppo. A patto che il prodotto finito possa raggiungere in fretta i mercati». Civitavecchia è il primo porto nel Mediterraneo per le navi da crociera, ma i posti di attracco sono ormai saturi. Che farete? «Non possiamo fare altro che restare sui livelli attuali di 1,9 milioni di passeggeri: dovremo rinunciare a 300.000 turisti. Non possiamo fare altro. Ma in questo, Fiumicino potrebbe essere un jolly molto importante. Potrebbe diventare uno scalo di supporto». Porterete quindi le crociere anche a Fiumicino? «Una piccola percentuale, sì. Ma il nuovo piano regolatore è fermo da quattro anni». I progetti per Gaeta quali sono? «Potenziarlo dal punto di vista commerciale. Però alcune navi da crociera potrebbero attraccarvi, in nome di un turismo diverso: persone che scendono non sono interessate a Roma perché già la conoscono, ma vogliono scoprire il territorio. Anche a Civitavecchia, il 20 dei passeggeri ha già visto Roma e preferisce andare alla scoperta della Tuscia. Perciò va potenziato il turismo della zona, che dal punto di vista culturale, enogastronomico e archeologico ha tanto da offrire. Il turismo va incentivato già allinterno delle navi con guide, programmi, iniziative». Una delle ultime operazioni su Civitavecchia riguarda la costruzione di banchine a energia pulita... «Sì, è un debito con la città. Quando le imbarcazioni attraccano, restano con i motori accesi per continuare ad avere energia allinterno. E naturalmente inquinano. Il nostro è un progetto fatto con Enel e Fincantieri: si tratta di una banchina ad elettrificazione. La barca si accosta, spegne i motori e prende lenergia dal porto. Ma non è una cosa semplice da realizzare. E siamo i primi a sperimentarlo nel Mediterraneo. Per ora ci hanno provato soltanto in America». (a. pa.)
LAZIO - Infrastrutture: "Raccordi e binari fino agli scali è questo il vero problema"
Il presidente dell'Autorità portuale di Civitavecchia, Fabio Ciani, discute del futuro del porto e della sua trasformazione. Il porto sta subendo una profonda trasformazione e servono infrastrutture come autostrade e una politica del ferro adeguata. Ciani sostiene che il trasporto marittimo è un obiettivo importante e che il porto di Civitavecchia potrebbe diventare un polo di assemblaggio per i container. Inoltre, Ciani discute della necessità di potenziare il ferroviario per le merci e di creare posti di lavoro.
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