Nei sogni di molti ravellesi è già disteso sulla collina come un enorme guscio di tartaruga. Un contenitore, simbolo dell'arte moderna dove si potrà ascoltare la musica guardando il mare della Costiera. È l'auditorium studiato per Ravello, e per questo regalato alla «città della musica», da Oscar Niemeyer, il grande architetto brasiliano che progettò ex novo un'intera capitale: Brasilia. «L'auditorium è un'opera strategica di valore regionale», va predicando il sindaco Secondo Amalfitano che nel maggio dello scorso anno volò in Brasile insieme con il governatore Antonio Bassolino per ricevere dalla mani del presiedente Lula il progetto della struttura che cambierà il volto della sua città. «C'è solo il rammarico - aggiunge - che un'operazione di ampio spessore culturale e progettuale debba subire l'onta di una speculazione di infimo ordine». Ma a sostegno del progetto, si sono schierati centosessantadue esponenti del mondo politico, intellettuale e delle professioni a livello nazionale che hanno sottoscritto un appello inviato alle massime istituzioni del Paese. L'auditorium oggi definito come un segno inconfondibile ma non dissonante con il contesto architettonico di Ravello ha diviso gli ambientalisti: da una parte Legambiente che sostiene l'iniziativa e dall'altra Italia Nostra e Wwf, che hanno impugnato l'accordo di programma siglato da Regione, Comunità Montana e Comune di Ravello per la realizzazione dell'opera. E sul ricorso presentato al Tar di Salerno, i giudici si esprimeranno giovedì. A difesa dell'opera di Niemeyer scendono in campo tra gli altri il sociologo Domenico De Masi, presidente della fondazione villa Rufolo e gli albergatori di Ravello. Non eseguire il progetto, per molti sarebbe come infliggere un duro colpo al cuore della grande musica che a Ravello troverebbe la sua sede in una struttura futurista e suggestiva al tempo stesso. Ma rinunciare all'auditorium significherebbe far svanire quei progetti di destagionalizzazione dell'offerta turistica con presenze spalmate sull'intero arco dell'anno. «Questo è un paese che ha scelto la musica classica da 50 anni - spiega De Masi - ed è su questa base che si è plaffonato. L'auditorium è un elemento di crescita sociale che servirà a dare lavoro ai giovani evitando che si allontanino dal loro paese d'origine. Un progetto che cambierà il volto della città perché ci consentirà di ospitare eventi tutto l'anno». E nella polemica sulla realizzazione dell'auditorium sono scesi in campo anche gli albergatori che hanno preso posizione a favore del progetto riconoscendone la validità soprattutto nella direzione di consolidare l'immagine e l'identità culturale della città della musica. «Sarebbe delittuoso fermare questo processo - dice il presidente Gino Caruso - e l'alt all'intervento nuocerebbe in modo irreversibile al percorso intrapreso, vanificando tutti gli sfozi fin qui prodotti».