SONO I TESORI dimenticati. Oppure abbandonati. Monumenti che potrebbero dare a Scandicci una dimensione anche turistica, ma che per il momento devono restare impolverati. Una lista non lunghissima, ma di sicuro fascino. Si comincia con lantica residenza di campagna di Ghiberti. Dopo un decennio di inerzia, Unicoop ha comunicato ufficialmente al sindaco di aver inviato il progetto per la ristrutturazione delledificio alla Soprintendenza per la valutazione. Ledificio, che si trova nella piana di San Colombano, di fronte al magazzino di approvvigionamento della Coop dei Pratoni, è rimasto per anni e nel più completo degrado. Secondo la ricostruzione storica, Lorenzo Ghiberti, fu proprietario dal 1441 al 1457 della struttura. Prima del degrado non sono mancati i fatti di cronaca, con i segni di riti esoterici, le presenze di clandestini, lo spaccio di stupefacenti. A DUE PASSI da lì cè Castelpulci. La villa deve trovare una collocazione dopo laddio delluniversità, si pensa alla scuola della magistratura. Poi cè laltra incompiuta: la Badia di Settimo. I soldi annunciati in campagna elettorale per la riunificazione, non si sono ancora visti. Lobiettivo è sempre quello: acquistare dai privati la metà dell'abbazia che manca, e trasformare la struttura completa in un centro di altissimo richiamo culturale. Un altro monumento dimenticato è il Mulinaccio, unopera di ingegneria che risale al Settecento. Realizzato come sbarramento per un lago artificiale a San Vincenzo a Torri, il mulinaccio serviva anche come macina per il grano. Poi il lago è stato svuotato, e la struttura ha cessato di avere unutilità assumendo interesse artistico e culturale. Qualche tempo fa si era parlato di un accordo tra comune di Scandicci e privati proprietari per il recupero della struttura, perché senza un intervento in tempi brevi il mulinaccio rischia di sparire, crollare. La speranza è che anche per questa monumento allaria aperta arrivi presto una soluzione. Lallarme più grande è comunque per il palazzaccío del Ghiberti. A più riprese il gruppo archeologico scandiccese ha lanciato segnali dallarme per il crollo delle murature. La speranza è che in questo caso ci sia un intervento più che rapido. Per tesori che rischiano di sparire, altri che sono già spariti, come la necropoli romana ritrovata in via Europa mentre le ruspe scavavano per realizzare il secondo capannone della Matec. La necropoli fu rinvenuta ma tutto venne richiuso in fretta e furia, per dare spazio al progetto di grande Matec. Finito a suon di mobilità e presidi operai.