E oggi Alemanno incontra i sindacati. "Parleremo anche dei conti" Alle 11 in punto il sindaco Gianni Alemanno incontrerà stamattina in Campidoglio Cgil, Cisl e Uil (e a seguire lUgl) per discutere di sicurezza del lavoro, ma secondo il suo portavoce si parlerà anche dei conti pubblici. Sarà un anticipo dellincontro vero e proprio al tavolo di concertazione con le parti sociali, che dovrebbe essere convocato «tra mercoledì e giovedì». Secondo il Campidoglio, al sindaco deve ancora essere illustrato il lavoro svolto dagli ispettori della Ragioneria generale dello Stato, inviati su richiesta dallo stesso Alemanno. Secondo la nuova giunta la spesa fuori controllo ha appesantito lo stato di salute delle finanze capitoline, e alcune voci non scritte a bilancio - come la copertura dei contenziosi per gli espropri urbanistici di decine di anni fa, e una fetta di debito nei confronti delle utilities romane - richiedono un intervento immediato del governo. Al contrario, secondo la vecchia amministrazione, le difficoltà di cassa sono molto inferiori a quelle denunciate dal sindaco, sebbene nessuno neghi che la situazione finanziaria del Campidoglio sia pesante e abbia sempre richiesto «pratiche di accorta amministrazione». La parola fine lhanno già scritta gli ispettori, che hanno analizzato lo stock del debito e le previsioni di deficit per lanno in corso, il cui lavoro sarà reso noto in questi giorni. Il governo, intanto, sta preparando il soccorso. La ricetta prevede un finanziamento ponte da almeno mezzo miliardo per coprire il deficit 2008 e traghettare il bilancio in salvo evitando lo stato di dissesto fino al varo dei fondi del federalismo fiscale, che avranno natura strutturale. Nel contempo, le finanze pubbliche capitoline dovrebbero essere commissariate allo stesso sindaco Alemanno. Sulla manovra preparata dal ministro Giulio Tremonti, tuttavia, incombe la ferma contrarietà di Milano, con il sindaco Letizia Moratti che ha interrotto la pax capitolina tra le due metropoli siglata durante la campagna elettorale di Alemanno con grandi promesse di reciproca collaborazione. La battaglia è esplosa nei giorni scorsi proprio per la prospettiva di un aiuto governativo per coprire il disavanzo romano. La partita si gioca sul terreno dei fondi residui della Legge obiettivo, con 1,2 miliardi ancora da assegnare e strenuamente contesi tra Roma e Milano, che contava di ottenerne la gran parte per finanziare i giganteschi investimenti dellExpo internazionale. In attesa che Tremonti vari il provvedimento, lattenzione resta oggi catalizzata dal primo approccio tra il Campidoglio e i sindacati. Oltre al tema delicato della sicurezza sul lavoro, sul tavolo ci sono le questioni legate allo stato dei conti pubblici, questioni che riguardano migliaia di posti di lavoro: quelli dei dipendenti comunali, che chiedono un impegno al pagamento degli stipendi; e la tutela di migliaia di lavoratori delle utilities, le aziende comunali in crisi per i crediti "inesigibili" emersi nei confronti del Campidoglio.