Intervento dei guardaparco e dei Nas per un nuovo capannone abusivo vicino allacquedotto dei Quintili Sigilli a un ristorante con supermarket. Violate anche le norme digiene "Basta licenze commerciali" Anni fa le demolizioni del Comune È GUERRA senza quartiere agli abusivi che attaccano con ferro e cemento lAppia Antica. Campo di battaglia, per lennesima volta, è quel lembo di parco archeologico a ridosso del Grande raccordo anulare e, soprattutto, dellacquedotto dei Quintili. A meno di 200 metri dalle eleganti arcate romane, allinterno dellazienda agricola Cavicchi, è stata costruita una struttura in ferro per ospitare decine di tavoli per i viandanti delle gite fuori porta. E numerosi banchi di un supermarket. Ma nei giorni scorsi i guardaparco, coordinati da Guido Cubeddu, hanno sequestrato questa ennesima superfetazione allinterno dellarea di via Appia Nuova 1280, dove si trova il contestatissimo ristorante "Pappa e ciccia". Gli uomini dellente Parco Appia Antica stavolta si sono mossi insieme con i carabinieri dei Nas. I militari dellArma hanno apposto i propri sigilli perché hanno riscontrato numerose violazioni delle norme di igiene: lacqua della rivendita di pane e porchetta, ad esempio, veniva da un pozzo abusivo. "Pappa e ciccia" è tornato alla ribalta della cronaca perché inserito dalla trasmissione Report di Rai Tre, dedicata il 4 maggio scorso allurbanistica a Roma, nellelenco degli illegali presenti nel parco. Ma si tratta di una vecchia conoscenza della procura romana. Massimo Miglio e gli uomini dellUfficio antibusivismo del Comune hanno già lavorato, e per ben tre giorni, allabbattimento di una nuova ala del ristorante. «Agli albori di questa triste vicenda, cera solo una serra, fatta di pali e teloni, peraltro abusiva. Poi la Cavicchi è diventata una delle pratiche più voluminose della Soprintendenza archeologica» racconta Rita Paris, responsabile per lAppia. «Dalla fine degli anni '90 - aggiunge larcheologa - sono spuntate le coperture, i saloni, il cartello sulla strada. Vorremmo occuparci solo della tutela e degli scavi archeologici. Siamo stanchi dei continui attacchi dei "gangster dellAppia Antica", come li chiamava Antonio Cederna. È ora che il Comune blocchi qualsiasi tipo di licenze commerciali allinterno del Parco».