«Dobbiamo valorizzare e promuovere solo le iniziative culturali di eccellenza, disperdere i fondi non serve a nessuno»: queste dichiarazioni rilasciate dal ministro per i Beni Culturali Bondi, alla presentazione del cartellone verdiano 2008 del Regio di Parma, allarmano Verona. Il ministro ha garantito che fra tre settimane sarà pronto un disegno di legge ispirato a tale principio, ma nella rosa dei «teatri lirici prescelti» o dei festival ritenuti di rilevanza nazionale non figurano né l'Arena né La Fenice di Venezia. Scelta che metterebbe in crisi il piano di risanamento della Fondazione. FOTO BRENZONIfPAG 9 FONDAZIONE NEI GUAI. Il nuovo governo prospetta una stretta nei finanziamenti a favore degli enti lirico-sinfonici. Con una sorpresa negativa per Verona Il ministro Bondi annuncia un disegno di legge che «taglierebbe» l'Arena dai teatri da sostenere in modo privilegiato. Esclusa anche La Fenice Il provvedimento potrebbe anche mandare in «pensione» il Fondo unico per lo spettacolo «Dobbiamo valorizzare e promuovere solo le iniziative culturali di eccellenza perché disperdere in mille rivoli i fondi di cui disponiamo non servirebbe a nessuno». Sono queste le dichiarazioni rilasciate l'altro ieri dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi, alla presentazione a Roma del cartellone verdiano 2008 del Teatro Regio di Parma. Per questo - ha garantito il ministro - fra tre settimane sarà pronto un disegno di legge che non solo sancirà il riconoscimento di una speciale autonomia alla Scala di Milano e all'Accademia di Santa Cecilia di Roma, ma che darà il riconoscimento di «manifestazioni di rilevanza nazionale» ad altre «realtà fondamentali» del panorama musicale italiano, come il Festival Verdiano di Parma, il Rossini Opera Festival di Pesaro, il Festival Pucciniano di Torre del Lago ed il Festival dei Due Mondi di Spoleto. Il nuovo disegno di legge pare indicare una nuova strategia che il governo intende adottare, in cui la parola d'ordine è: premiare esclusivamente chi si adeguerà alla qualità degli spettacoli, com'è ritenuta quella dei festival e teatri sopra citati. La decisione governativa non mancherà di gravare sulla prosecuzione del Fondo Unico dello Spettacolo, oggi considerato non più in grado di rispettare le vecchie regole di finanziamento alle fondazioni lirico-sinfoniche. Sembra che il nuovo disegno di legge intenda prospettare - se non in maniera totale, in larga parte - anche la riduzione dei finanziamenti pubblici, col probabile passaggio delle fondazioni lirico-sinfoniche in carico alle Regioni. Una decisione che potrebbe colpire non solo la musica, ma tutto il settore teatrale, del cinema e delle attività circensi oggi pure sovvenzionati dal Fus. Non appaiono nella rosa dei «teatri lirici prescelti» o dei festival ritenuti di rilevanza nazionale nè l'Arena di Verona nè La Fenice di Venezia, come altri teatri «storici»: dal Comunale di Firenze col suo Maggio Fiorentino, al Carlo Felice di Genova, al San Carlo di Napoli, Comunale di Bologna, Regio di Torino, Verdi di Trieste, Opera di Roma (proprio due giorni fa il sindaco Alemanno parlava di un rilancio), Massimo di Palermo, Lirico di Cagliari. Forte dell'appoggio ministeriale e dei molti sponsor di cui Parma gode (Barilla, Fondazione Cariparma, Crédit Agricole, Mediaste, ecc.), il Festival Verdi sta intanto marciando a vele spiegate. Dopo aver presentato il proprio cartellone 2008 (Nabucco, Rigoletto, Il Corsaro, Giovanna d'Arco), che partirà dal 1 ottobre per concludersi il 28, ha chiamato importanti artisti a farne parte, da Daniele Abbado, a Leo Nucci, Renato Bruson, Gabriele Lavia, ecc. Il Teatro Regio di Parma e Festival Verdi si sono pure concessi un importantissimo personaggio internazionale per la direzione musicale ingaggiando il celebre direttore russo Yuri Temirkanov che rimarrà in carica fino al 2013, bicentenario della nascita di Verdi.
VERONA - Roma mette nei guai l'Arena: fondi alla lirica, altro stop da Roma
Il ministro per i Beni Culturali Sandro Bondi ha dichiarato che i fondi culturali dovrebbero essere dispercati solo per iniziative di eccellenza, e che il disegno di legge da lui progettato taglierà i finanziamenti a teatri e festival non di rilevanza nazionale. Il disegno di legge prevede la creazione di una speciale autonomia per la Scala di Milano e l'Accademia di Santa Cecilia di Roma, e riconoscimento di manifestazioni di rilevanza nazionale ad altre realtà fondamentali del panorama musicale italiano. Il governo intende premiare esclusivamente chi si adeguerà alla qualità degli spettacoli, com'è ritenuta quella dei festival e teatri sopra citati.
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