Il Comune spiega, in suo intervento di replica a Legambiente sui progetti di Bulgarella, come vede il futuro di Calambrone. Osservano gli amministratori: «Al di là delle valutazioni che l'imprenditore può esprimere su come vorrebbe che fosse o divenisse Calambrone, che comunque si ritiene possa essere un contributo utile al dibattito sullo sviluppo del nostro litorale, si precisa che: la colonia Vittorio Emanuele, già di proprietà del Comune, è stata acquistata dal Gruppo Bulgarella a seguito di asta pubblica (insieme ad altri beni con un rialzo del 30 sull'importo a base d'asta) fin dal 2006; della vendita prima della aggiudicazione e della successiva aggiudicazione è stata data ampia notizia anche i giornali». «Il recupero di questa colonia - prosegue la replica - peraltro vincolata e quindi assoggettata alle norme e alle procedure del codice del paesaggio, avverrà secondo le specifiche previsioni urbanistiche e del piano di gestione del Parco già esistenti e con le prescrizioni della sovrintendenza. In ogni caso, qualsiasi intervento su Calambrone è assoggettato alle medesime norme. Ogni altra considerazione è pura illazione. Qualora per garantire la tutela ambientale di un paesaggio "caratterizzato come è stato in questi anni da una maggiore naturalità dell'ambiente..." si intenda il mantenimento dello stato di degrado in cui gran parte di Calambrone (in particolare le ex Colonie) ha versato per decenni, è opportuno prendano visione dello splendido ambiente naturale che si teme di perdere. Lo scempio era comunque sotto gli occhi di tutti. Si può prendere visione delle foto scattate dal Comune presso la colonia Vittorio Emanuele prima che venisse sgomberata e poi venduta».