Meno maleche è solo la seconda uscita della fermata di Chiaia della metropolitana: si tratta unicamente di distruggere piazza Santa Maria degli Angeli. I lavori in corso sono abusivi, perché non preceduti dai nulla osta delle Soprintendenze. Senza commettere alcun ulteriore reato (delitti e contravvenzioni che se commessi da un privato avrebbero visto l'immediato sequestro del cantiere) appaltatori disinvolti (con le complicità della pubblica amministrazione e con una spocchia avvalorata dall'inconsueto minaccioso presidio armato del cantiere) stanno storpiando la piazza. Dal punto di vista amministrativo e penale la rimozione dell'obelisco ai Caduti sul Lavoro equivale alla rimozione di quello che sorregge la Madonna dell'Immacolata in piazza del Gesù. Dal punto di vista storico e da quello estetico è chiaro che la situazione e diversa. Ma da quello del rispetto della legalità è identica. Allora, pensiamoci: questi signori che in piena tranquillità compiono illeciti penali pur di realizzare, con l'irridente sventramento della collina di Palepoli, un prezioso collegamento fra due luoghi raggiungibili a piedi in tre minuti (e con l'esistente ascensore - compresi i tempi medi di attesa - in 34 secondi), questi signori che, distrutti in un blitz mattutino i pini secolari, «spostano» un monumento per trasformare una antica piazza di Napoli in un obbrobrio da mezza calzetta, questi signori che vedono rafforzata la loro disinvoltura dal complice assenso della stampa, non è meglio che se ne vadano a «lavorare» altrove? Complice assenso della stampa, signor Vescia? La sua non è certo la prima denuncia che pubblichiamo in questa rubrica. robertovesciainwind.it
CAMPANIA- S. Maria degli Angeli una piazza sfregiata
La fermata di Chiaia della metropolitana sta subendo un'ulteriore distruzione, questa volta della piazza Santa Maria degli Angeli. I lavori sono stati condotti senza nulla osta delle Soprintendenze e sono stati considerati abusivi. L'obelisco ai Caduti sul Lavoro è stato rimossi e la piazza sta subendo un'alterazione. La situazione è stata descritta come illegale e dannosa per la storia e l'estetica della zona. La stampa è stata criticata per aver pubblicato articoli che sostengono l'operazione. Il giornalista Roberto Vescia ha denunciato la situazione e ha chiesto che gli appaltatori si ritirino e lavorino altrove.
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