Inaugurato al Tonfano, due giorni fa quello del Lido, restyling al Forte La struttura è costata 4,7 milioni e si spinge per 214 metri sopra il mare Rullino i tamburi e squillino le trombe. Ecco il «monumento al fare», come il sindaco di Pietrasanta Massimo Mallegni chiama il «suo» pontile di 380 metri, la «nuova cartolina della città» su cui una targa perpetua il nome del primo cittadino e quello dellassessore Benedetti, «una delle mie ambiziose proposte elettorali del 2000» aggiunge lo scatenato Mallegni. Che giornate al Tonfano di Marina di Pietrasanta. Settantadue ore non stop di festa grandeur e un po strapaese, fiumi di retorica e stille di egocentrismo. Si saluta così il pontile costato 4,7 milioni, che per 214 metri corre sopra il mare, con cinque balconi che il progettista Tiziano Lera ha definito soste «estetico-estatiche» e una piazza terminale di 800 metri. Ieri mattina il clou: taglio del nastro e benedizione di don Florio, benedizione che ai duemila presenti sembra interminabile sotto il sole che in quel momento picchia duro. Cè tutto quel che ci vuole: la sirenetta e il presentatore vestiti dazzurro, i figuranti, le trombe e i tamburi, le magliette t-shirt che celebrano levento e le bandiere dellItalia, persino sette paracadutisti che con precisione millimetrica centrano la piazza in fondo al pontile gremito di gente. E la musica della banda soffoca le critiche e le polemiche che nei mesi e negli anni hanno accompagnato la «rondò mania» che ha investito la Versilia: due nuove opere, a Marina di Pietrasanta e al Lido di Camaiore, oltre al programmato restyling del pontile del Forte vecchio di 50 anni. «Saranno una nuova attrattiva turistica - strombazzano i sindaci - recuperiamo la tradizione degli antichi e romantici rondò sul mare che già erano presenti nelle cartoline dei primi del Novecento». Il presentatore quasi si commuove al pensiero di quante coppie si baceranno sul pontile del Tonfano che fila dritto verso il largo su un camminamento in asfalto architettonico e legno Balau, intervallato da inserti di marmo come da tradizione locale. Struttura, parapetti, pali dellilluminazione sono invece in acciaio. Ospita e ospiterà sculture, esposizioni di pittori e di artigiani locali. E a terra un acquario di dodici vasche. Gli fa concorrenza il pontile di Lido di Camaiore, inaugurato due settimane fa dal sindaco Giampaolo Bertola in compagnia due speciali madrine, le dame azzurre del Pdl Debora Bergamini e Ombretta Colli. Lungo 285 metri, di cui 150 in mare, anche il pontile del Lido termina in una rotonda ovale di 700 metri quadrati con una parte che sale in sopraelevazione e chiude il piano sottostante in un locale di 100 metri quadrati dove troveranno spazio i servizi di un ristorante (il locale disporrà di veranda di 200 metri quadrati). Lopera è completata da due piazze a terra, Matteotti e Lemmetti, e 220 posti auto in parte interrati. Il tutto è stato realizzato in project financing del valore di 10 milioni da una formazione di tre imprese che per 99 anni avranno in gestione posteggi e ristorazione. Allo scintillio del nuovo, il pontile del Forte oppone il prestigio di 50 anni di storia. E il restyling del parapetto, programmato per lautunno e per il quale sono stati stanziati 500.00 euro. Splendore e romanticismo. Cè però chi continua a mugugnare. «Non ci piacciono queste opere che alterano lambiente naturale, la spiaggia, e che tolgono identità alla Versilia privatizzando e cementificando» dicono Letizia Debetto e Giorgio Salvatori del Circolo Versilia di Legambiente. «Tutti quei soldi impiegati per il pontile del Tonfano potevano essere spesi per opere più utili come asfaltature di vie ancora sterrate, maggiori servizi, punti luce per la sicurezza personale» aveva protestato nei giorni scorsi Patrizia Viviani, leader locale del Pd. Michelangelo Jan Vecoli, di Rifondazione Comunista, è tornato ad agitare una questione controversa, che però non trova daccordo gli esperti, ovvero «lo sconvolgimento delle correnti marine che potrebbe essere causato proprio dai due nuovi pontili e che sta uccidendo miliardi di arselle». Il più duro, però, è stato Antonio Dalle Mura che ha messo allindice il pontile di Lido di Camaiore definendolo nanomostro. «Sfregia la spiaggia interrompendone la continuità - ha argomentato - si pone come schermo verso le Apuane e il golfo di La Spezia, costituisce un elemento di disvalore e potenziale minaccia per la costa. E opera dannosa, costosa e inutile, che non attrarrà turismo».