Caro sig. Franceschini, l'unica moratoria da fare è che tutti, senza distinzione alcuna, rispettino le leggi. Lei e i suoi amici, dovreste vergognarvi di quanto richiesto all'amministrazione. Purtroppo, i nostri non ascoltati allarmi sul piano della legalità, della sicurezza, della coesione sociale, sul degrado urbanistico, sull'impoverimento economico delle fasce più deboli dei cittadini, per oltre 10 anni, hanno fatto si che tutti i disonesti, potessero raccogliere a piene mani profitti enormi da questa anarchia e quindi possa sembrare illegittimo, da parte delle istituzioni, intervenire per far rispettare le leggi: tutte le leggi che regolano il lavoro, l'urbanistica, la sanità, gli ambienti di lavoro e così via. Finalmente il vento è cambiato e parole come sicurezza, legalità, evasione fiscale, clandestinità, sfruttamento di manodopera clandestina e così via, sono parole che hanno assunto un ben preciso valore e soprattutto hanno cominciato ad essere collocate nelle caselle giuste e ognuno ne sperimenta e ne vede, a seconda della parte della barricata dove si trova, le conseguenze. C'è un problema etico che tutti e ognuno di noi, ha il dovere di far proprio, affrontarlo e risolverlo. Dobbiamo dire basta ai furbetti che affittano a nero, lavorano a nero, sfruttano e schiavizzano uomini donne e bambini. Al signor Massimo Bresci e all'assessore Milone i nostri complimenti per la corretta esposizione dei fatti e della situazione che si trovano a vivere i cittadini e gli imprenditori onesti di Prato. Proprio questo distretto parallelo senza regole e senza leggi, ha portato alla chiusura di quelle aziende Italiane che rispettavano le leggi. Noi non vogliamo entrare nel merito dei comportamenti, non ci compete, ma sicuramente nulla avviene per caso e se Prato è così ridotta ci sono molteplici responsabilità: da oggi ognuno si faccia carico delle proprie e ne risponda. Le dichiarazioni del presidente degli industriali Marini sono da condividere in pieno e sono di buon auspicio, finalmente c'è stato un richiamo all'eticità d'impresa, noi aggiungiamo che se questa fermezza al richiamo del rispetto delle leggi e delle regole fosse stato fatto dieci anni fa, oggi Prato non sarebbe a questo punto. Se tutte le forze sane della città si coalizzeranno per ridare stabilità economica, concorrenza leale fra imprese, legalità e sicurezza a tutti i livelli, se il piano di sviluppo urbanistico avrà occhi e orecchie, non solo per l'area della declassata, ma sarà un armonico progetto d'insieme per ridare qualità alla vita dei cittadini e delle zone degradate della città, vedi macrolotto zero, se tutto questo sarà fatto, allora ci saranno le basi per costruire quel tessuto socio economico che fa di un distretto, di una città, un luogo per viverci bene e lavorare serenamente. Chiedere di allentare i controlli è demagogico e criminale. Comitato di via Pistoiese Macrolotto Zero