Dopo mesi di tensioni, riparte la trattativa tra enti locali, sindacati e Ilva. Ma esplode la protesta del quartiere "Perchè sono stati autorizzati i capannoni a pochi metri delle case?" Patrizia Avagnina "Non abbiamo mai avuto un vero confronto con Burlando dal giorno della sua elezione" MENTRE riparte dopo mesi di tensioni la trattativa tra enti locali, sindacati e Ilva sullacciaio, a Cornigliano i comitati insorgono perché il quartiere è stato tagliato fuori da tutti i progetti, e intanto crescono i capannoni di Riva a poche decine di metri dalle case. «I nuovi capannoni arrivano proprio al confine lungo la strada - dice Patrizia Avagnina, del comitato difesa salute ambiente - si era parlato di uno spazio di decantazione tra il quartiere e la fabbrica invece sono nati questi capannoni come un muraglione davanti alle case. Saranno anche tutti autorizzati, ma allora perché non si è tenuto conto del quartiere quando sono state affrontate le questioni urbanistiche?» La vicinanza dei capannoni spaventa i cittadini per il rumore, i comitati avevano già contestato la redazione del piano di zonizzazione acustica e oggi temono che la vita vicino agli stabilimenti diventi invivibile. «Chiediamo che ai confini dello stabilimento la zonizzazione acustica preveda limiti di emissione sonora diversi da quelli industriali - aggiunge Cristina Pozzi, dellAssociazione Per Cornigliano - sarebbe stato meglio se i capannoni fossero stati realizzati più verso mare, ma visto che quasi confinano con le case occorre tenerne conto». Poi cè la partita della centrale elettrica, che fa paura a Cornigliano. «Trecento megawatt sono sicuramente sovradimensionati rispetto alle necessità - dice ancora la Pozzi - questo è un progetto che chiediamo di stoppare». Gli abitanti dei comitati lamentano infine di non aver avuto la possibilità di confrontarsi con le istituzioni e di far sentire la voce del quartiere nella partita che si sta giocando tra impresa, sindacati e istituzioni. «Non abbiamo mai avuto un confronto vero con Burlando da quando è stato eletto - tuona ora la Avagnina - inoltre registriamo contraddizioni pesanti nellevoluzione della trattativa. Lassessore comunale Mario Margini ha detto tante volte che se loccupazione fosse scesa sarebbero diminuite anche le aree, ma al tavolo in Regione questo problema non è neanche stato posto, In questo modo, e lo dico da donna della sinistra, il centro-sinistra rischia di perdere autorevolezza e credibilità nei confronti degli elettori». Anche la questione delloccupazione sta a cuore ai comitati, che sono affiancati da un gruppo di lavoratori oggi in cassa integrazione. «In origine dovevano essere 2700 gli occupati di Cornigliano - denuncia Cristina Pozzi - oggi è assodato che non supereranno i 2200, su questo punto è un fatto che gli impegni non sono stati mantenuti. E a minor occupazione dovrebbero corrispondere meno aree». Alla fine la richiesta prima dei comitati è essenzialmente una: che prima di andare a Roma per la sigla dellintesa definitiva gli enti locali abbiamo un incontro aperto alla gente del quartiere che serva non solo ad ascoltare le proteste dei cittadini, ma anche ad accogliere le istanze della popolazione e inserirle nel quadro dellaccordo. (n. c.)
URBANISTICA: Cornigliano, la rabbia dei comitati
La trattativa tra enti locali, sindacati e Ilva sullacciaio di Cornigliano riparte dopo mesi di tensioni. I comitati del quartiere protestano per la presenza di nuovi capannoni a poche decine di metri dalle case, che spaventano i cittadini per il rumore. I comitati chiedono una zonizzazione acustica diversa da quella industriale e la sospensione del progetto della centrale elettrica, che considerano sovradimensionato. Gli abitanti lamentano di non aver avuto un confronto vero con le istituzioni e di non aver avuto la possibilità di far sentire la voce del quartiere nella trattativa.
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