Chi ha una pertinenza abusiva annessa alla propria abitazione o manufatto (e con il termine "pertinenze" si intendono garages, box, magazzini e quant'altro) e intende condonarla, può farlo. Il Consiglio di Stato ha dato ragione ad un residente all'Osa e, di conseguenza, torto al Comune che aveva intimato l'abbattimento. Protagonisti della vicenda sono Vittorio Porzio ed il suo legale, l'avvocato Aldo Soldani. Porzio, alcuni anni fa, acquistò dalle Ferrovie dello Stato un immobile all'Osa. Una casa cantoniera dismessa con alcune pertinenze tra le quali un box ad uso garage realizzato dalle Ferrovie. Dopo averlo ristrutturato, ha presentato al Comune di Orbetello istanza di sanatoria edilizia ai sensi della legge regionale n. 53 del 2004 producendo anche il parere favorevole al condono dell'Ente Parco della Maremma, competente ai fini ambientali, dato che le costruzioni ricadono nella sua area. Ma il Comune di Orbetello ha rigettato la domanda di sanatoria pena l'acquisizione del bene e ne ha intimato la distruzione. Tre le motivazioni prodotte dall'ente locale, il fatto le modifiche apportate con la ristrutturazione del garage sarebbero state in contrasto con il vincolo paesaggistico e con lo strumento urbanistico che non consentono nuove volumetrie. «Secondo la nostra amministrazione - spiega l'avvocato Soldani - le pertinenze, dal momento che aumentano le volumetrie, non sono condonabili in base alla legge regionale. Il Consiglio di Stato ha invece qualificato gli interventi come ristrutturazioni edilizie e, pertanto, suscettibili di condono». L'organo nazionale ha accolto tutti i punti del ricorso specificando, fra l'altro, che «l'intervento è conforme alle norme urbanistiche ed alle prescrizioni degli strumenti urbanistici della zona ed ha ottenuto il parere favorevole, ai fini ambientali, del competente Ente Parco della Maremma». Nel comportamento del Comune è stato per di più ravvisato un «eccesso di potere» per la mancanza di motivazioni concrete. In riva alla laguna, di pertinenze ce ne sono molte. «In questi mesi - dice l'avvocato Soldani - la voce della sentenza sul garage di Porzio si è sparsa sul nostro territorio. E sono piovute le richieste di sospensione di provvedimenti che contemplavano la demolizione al Consiglio di Stato». P.T.