Restano le limitazioni di accesso alle aiuole interne Vento e pioggia possono provocare altre cadute Potrebbe riaprire già questa mattina il bosco della Reggia, a due settimane dal crollo di un pino che aveva determinato l'inagibilità dell'intero parco. Ma le notizie sullo stato di salute del bosco non sono confortanti. Molte le piante malate ed a rischio crollo, tanto che l'area Agricoltura della Provincia ha chiesto, comunque, di tenere i visitatori fuori dal bosco in caso di vento ed avverse condizioni atmosferiche. Nei giorni scorsi l'assessore provinciale Francesco Borrelli ed i suoi collaboratori avevano lavorato senza sosta, insieme con i tecnici della forestale e della sovrintendenza per rendere nuovamente agibile il parco in vista dell'estate. Ma i sopralluoghi degli esperti hanno messo a nudo una situazione poco confortante. Nel frattempo sarà, comunque, limitato l'accesso ad alcune zone del bosco, in particolare alle aiuole interne, per le quali sono necessarie più approfondite indagini. Ma i problemi emersi sono molteplici. Il corpo forestale ha radiografato 84 esemplari di quercia, evidenziando che bisognava immediatamente procedere all'abbattimento di 12 alberi «irrimediabilmente compromessi ed a rischio di caduta». Intervento, questo, tempestivamente eseguito dalla Provincia. Gli esperti hanno, però, sottolineato la necessità di «estendere le indagini a tutta l'area del parco, poiché le problematiche fitosanitarie e fotostatiche risultano largamente diffuse in tutto il bosco, in maniera tale da poter mettere in sicurezza il bosco inferiore, vista soprattutto la larga fruizione del parco al pubblico». La Provincia, dal canto suo, conferma che dopo gli interventi disposti subito dall'assessore Borrelli sono state eliminate le situazioni di imminente pericolo che avevano imposto la chiusura del bosco e rassicura i visitatori che, allo stato, non c'è alcun pericolo. Allo stesso tempo, però, piazza Matteotti non nasconde i problemi e le difficoltà di risolverli in tempi brevi, «a causa delle limitare risorse economiche disponibili» che non hanno sinora consentito l'espletamento di indagini approfondite sullo stato di salute dell'intero patrimonio arboreo del parco. Soddisfatto per la riapertura del bosco nei tempi promessi l'assessore Francesco Borrelli, che nei giorni scorsi aveva personalmente seguito i sopralluoghi nel parco, dopo le polemiche con l'apparato burocratico di piazza Matteotti al quale imputava di aver assunto la decisione di chiudere il bosco senza consultare ed informare le istituzioni provinciali e locali: «Devo, comunque, ringraziare i dirigenti d'area della Provincia, Errichiello e Miele, che hanno evitato una lunga chiusura dovuta alla burocrazia che, a volte, può provocare veri e propri danni», ha spiegato Borrelli ribadendo che «è stato sufficiente mettere un po' di buona volontà, insieme all'impegno e alla professionalità dei dirigenti dell'amministrazione provinciale, e una soluzione è stata trovata». L'assessore ha poi confermato che «una parte del bosco sarà transennata perché non sono ancora arrivate le autorizzazioni all'abbattimento o al consolidamento di un pino particolarmente grande che potrebbe rappresentare un pericolo». Ma sul futuro del bosco nessuno si pronuncia. La parola torna alla politica, che dovrà, prima di tutto, reperire le risorse finanziarie necessarie ad assicurare la salvaguardia di questo enorme patrimonio storico ed ambientale. Poi sarà necessario pianificare gli interventi successivi per rendere pienamente fruibile e sicura tutta l'area, che rappresenta l'unico polmone verde di tutta la fascia costiera vesuviana.
CAMPANIA - Portici. Reggia, il bosco riapre ma solo con il bel tempo
Il bosco della Reggia, chiuso due settimane fa a causa del crollo di un pino, potrebbe riaprire questa mattina. Tuttavia, gli esperti hanno segnalato problemi di salute delle piante e la necessità di indagini approfondite. La Provincia ha già eliminato le situazioni di pericolo e rassicura i visitatori, ma il futuro del bosco è incerto a causa delle limitate risorse economiche. L'assessore Francesco Borrelli ha affermato che la burocrazia non ha causato la chiusura del bosco, ma che la soluzione è stata trovata grazie alla buona volontà e professionalità dei dirigenti dell'amministrazione provinciale. Una parte del bosco sarà comunque transennata per non compromettere la sicurezza.
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