Un calo del 20. Scoppia l'allarme visitatori agli scavi di Pompei. Legato naturalmente alla crisi rifiuti che ha fatto ridurre drasticamente il numero di biglietti venduti. E un altro grido di dolore arriva da Ercolano, dove l'area archeologica è assediata dall'immondizia. In generale dunque si è registrato un bilancio negativo per il turismo primaverile in Campania e, soprattutto, per il calo di presenze nei mesi di aprile e maggio nelle aree archeologiche vesuviane. A parlare di emergenza è lo stesso soprintendente archeologo della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei, Pietro Giovanni Guzzo che ha analizzato i dati sui visitatori dei siti. «I numeri relativi agli ingressi nei siti vesuviani nei primi cinque mesi dell'anno in corso segnano una pesante tendenza negativa rispetto a quelli dell'anno 2007 e degli ultimi cinque anni». Guzzo poi entra nel dettaglio. «Di fronte a un piccolo incremento percentuale verificatosi nello scorso mese di gennaio - spiega il soprintendente - tutti i mesi successivi fino al 31 maggio scorso sono risultati invece fortemente negativi, fino al massimo del -19,1 di aprile scorso». Dati che comportano ovviamente conseguenze negative. «Il decremento dei visitatori e il conseguente deficit d'incasso - continua infatti Guzzo - mettono in dubbio le previsioni di spesa prospettate nella programmazione generale della Soprintendenza per il 2008. E la mancata nomina, ad oggi, del Consiglio di Amministrazione della Soprintendenza - conclude il responsabile degli scavi - rende ancora più problematico affrontare questa crisi e valutare lavori e progetti, definendo le priorità d'intervento». Le cose non vanno meglio nella vicina Ercolano. Per spiegare il dramma dei rifiuti, il sindaco fa proprio il grido che si levò nelle ore drammatiche del dopo terremoto del 1980. «Fate presto», è l'appello di Nino Daniele. Un sos sostanziato in una lettera indirizzata al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e al sottosegretario Bertolaso. «L'emergenza si aggrava di ora in ora - scrive il primo cittadino - a preoccupare, la gravissima situazione in cui versano le strade dei siti storici e ambientali». Daniele fa una «panoramica» della situazione. «Il Parco Nazionale del Vesuvio - spiega il sindaco - è inondato di rifiuti in discariche a cielo aperto che procurano danni irreversibili all'ambiente e all'economia turistica. Gli Scavi e le Ville sono ormai inagibili, la popolazione assiste avvilita e sgomenta ai prodromi del collasso civile». Urge, per Daniele, un incontro «ad horas» tra Commissariato straordinario, comune di Ercolano e Parco Nazionale del Vesuvio. «Restano non spiegati e inspiegabili - conclude - i motivi in base ai quali Ercolano conferisce al cdr di Casalduni, con un aggravio di costi a danno dei cittadini».