Completato il primo passo per il titolo di patrimonio dell'umanità Progetto appoggiato anche dalla Regione Pronto il dossier da inviare al Ministero Che si tratti di un luogo dalla bellezza mozzafiato è cosa nota, ma la Svizzera Pesciatina non ha solo questo. Del resto la bellezza è sì una condizione necessaria, ma da sola non basta a raggiungere l'obiettivo che quest'angolo di Toscana si è posto: diventare patrimonio dell'umanità Unesco. La Svizzera Pesciatina ha anche tante cose da mettere sul piatto della candidatura, caratteristiche storiche, culturali e anche "industriali" che ne fanno - altra condizione indispensabile - un qualcosa di unico. Caratteristiche contenute nel dossier preliminare da inviare al ministero della Cultura, primo passo verso il possibile riconoscimento da parte dell'Unesco, l'organizzazione Onu per l'educazione, la scienza e la cultura. Un dossier che è stato preparato dall'associazione Terra Viva (cui è stato affidato l'incarico di seguire il processo per arrivare al riconoscimento internazione) e che ieri è stato presentato in municipio. Il lavoro è partito nel novembre 2006, come ha spiegato il presidente di Terra Viva, nonché assessore della Comunità Montana, Roi Giorgi. Diventare patrimonio dell'umanità non sarà un'impresa facile, nessuno se lo nasconde, ma in ogni caso il lavoro di ricerca sin qui condotto è importante, come ha spiegato il sindaco Antonio Abenante: «Sin dall'inizio abbiamo creduto in quest'idea, pur essendo consapevoli delle difficoltà che comporta. Ma, in ogni caso, questo progetto ci ha dato l'occasione per fare una ricognizione a 360 gradi su una parte importante del territorio, una ricerca utile per tante ragioni, che fornirà un patrimonio di conoscenze e potenzialità che potranno essere messe a frutto, anche per il governo del territorio. Per esempio questa ricerca può collegarsi anche al lavoro di redazione del piano strutturale». Quindi il sindaco ha sottolineato come quest'iniziativa si sposi, a sua volta, con la volontà di Pescia di puntare sul turismo e, in questo senso, ha annunciato l'arrivo in città dell'assessore regionale Cocchi. A proposito di Regione: proprio da Firenze è arrivato un grosso sostegno al progetto di fare della Svizzera Pesciatina il settimo patrimonio dell'umanità della Toscana (dopo piazza Duomo a Pisa, la Val d'Orcia e i centri storici di Firenze, Siena, Pienza e San Gimignano). Lo ha confermato Massimo Gregorini, dirigente del settore beni paesaggistici della Regione, che dopo aver illustrato la procedura da seguire («Il primo obiettivo è quello di essere inseriti nella lista preliminare dei richiedenti, e già questo sarebbe un grosso successo») ha spiegato cosa potrebbe comportare il riconoscimento Unesco: «Intanto c'è da smentire un timore diffuso, essere un patrimonio dell'umanità non è assolutamente un qualcosa che "ingessa". Al contrario sono moltissimi i vantaggi, a partire dalla possibilità di accedere a finanziamenti». All'architetto paesaggista e consulente Unesco Stefan Tischer è stato affidato il compito di coordinare il progetto ed è stato lui a spiegare su cosa puntare per ottenere il riconoscimento. Sono tre i criteri richiesti dall'Unesco: l'autenticità, l'integrità e l'unicità. Proprio quest'ultima costituisce la più difficile da dimostrare, ma, come detto, la Montagna Pesciatina ha caratteristiche che messe insieme ne fanno, appunto, un qualcosa di unico: il suo paesaggio nato dall'incontro tra uomo e natura; le sue castella che rappresentano una particolarità del sito; il "valore intangibile", quello culturale che può ben essere rappresentato dalla figura del Sismondi, e poi "l'arma a sorpresa", la sua attività manifatturiera per eccellenza, quella della carta, che in queste valli ha lasciato un'impronta storica senza eguali. Unica appunto.