I sindaci degli otto comuni riconosciuti dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità da troppi lesi non siedono più attorno a un tavolo L'assessore regionale ai beni culturali Fabio Granata, negli ultimi mesi troppe volte è stato assenti nell'iniziativa politica e qualche comune tenta fughe in avanti per conquistarsi un ruolo da primadonna. Non ha molti peli sulla lingua il sindaco di Scicli, Bartolomeo Falla, che in questi giorni ha scritto una lettera ai sette colleghi sindaci dei comuni Unesco, alle Sovrintendenze di Catania, Siracusa e Ragusa e, infine, all'assessore regionale Fabio Granata. "Scrivo a quasi un anno dalla cerimonia di consegna delle targhe Unesco celebratasi a Noto dopo un iter teso all'inserimento del Val eh Noto tra i Beni dell'Umanità durato qualche anno - esordisce Bartolomeo Falla -. Il senso di quell'esperienza risiedeva nella consapevolezza che il patrimonio che abbiamo ereditato non può essere considerato slegato dal contesto più ampio dell'area di riferimento, la ricostruzione tardobarocca del Val di Noto successiva al terremoto del 1693, ma proprio questo senso comune di appartenenza sembra essersi affievolito fino quasi a venir meno". Qual è l'accusa in particolare che il primo cittadino di Scicli lancia? "Da troppi mesi ormai il coordinamento dei sindaci dei comuni riconosciuti dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità non viene riunito. Alcune città sembrano aver maturato l'idea di essere esse stesse, in maniera autonoma, Patrimonio dell'Umanità, quasi ignorando che ognuno degli otto comuni conserva un frammento del sito Unesco. che va gestito e pensato in maniera complessiva. Proprio questo è il problema. Come amministrazione comunale abbiamo intenzione di seguire delle linee guida comuni agli altri siti per la tutela dei monumenti, per avere un indirizzo sul piano del colore, per pensare un tipo di informazione turistica riconoscibile e omogenea". Cosa fare allora per evitare che ogni Comune reciti un ruolo da solista? "L'invito che rivolgo all'assessore regionale, alle tre Sovrintendenze e ai sette colleghi sindaci è di riprendere le fila di un lavoro comune interrotto troppi mesi fa e che deve essere continuato se vogliamo essere degni del patrimonio che la storia ci ha consegnato e che l'Unesco ha riconosciuto come importante per tutta l'umanità". Ma chi, tra i comuni Unesco, tende a lavorare per se, anziché in sinergia? "Non è questo il problema - trancia netto Falla -, il problema vero è che dobbiamo tornare a sederci attorno a un tavolo e a lavorare insieme, in maniera omogenea e sinergica, per la tutela in un senso e per la promozione nell'altro". Il piano di gestione del sito degli otto comuni del Val di Noto insigniti della targa Unesco rischia di essere vanificato in quanto fino ad oggi poco o nulla si è fatto per continuare a meritare tale riconoscimento. Il piano di gestione che avrebbe dovuto rilanciare dal punto di vista turistico il patrimonio artistico ed architettonico degli otto comuni della Val di Noto, trasformando i beni culturali in una risorsa economica per il territorio, infatti, non riesce ancora a decollare.