Col sole e con il vento, al caldo d'estate, meno quando piove e piove d'inverno, gli archeologi sul campo fanno scavi, rilievi, disegni, foto rovistano le viscere del nostro Paese per restituirci la vita e l'arte degli etruschi, dei romani, dalla Magna Grecia, dei popoli italici. Un mestiere che richiede studi, pazienza, tenacia. Forse più tenacia di quella di Harrison Ford professore nella giacca di Indiana Jones. Nell'Italia che sul pennone dell'identità ufficialmente sventola il suo passato artistico, l'archeologo non insegue pietre verdi tra belle donne ,misteri e assassini quanto un lavoro riconosciuto come merita, magari remunerato come merita (forse è più facile scovare il fantomatico teschio di cristallo di mr. Indiana nella giungla peruviana), che dia prospettive alle migliaia che lo svolgono per cooperative e in contratti a progetto quando le soprintendenze sono impossibilitate a coprire tutto e dappertutto. In breve: c'è un esercito di precari che partecipa agli scavi mentre al ministero dei Beni culturali gli archeologi di ruolo ammontano a circa 350 appena. Stando molto bassi, in un territorio in cui dove ogni qualvolta scavi trovi qualcosa, servirebbero minimo minimo 500 archeologi di Stato. Tremonti permettendo, il dicastero ne assumerà 20 o a dir bene 30. Mesto confronto: l'Inrap, istituto statale francese per l'archeologia preventiva, di recente ne ha assunti 1.500. A segnalare che l'archeologia è un'emergenza, occupazionale e non solo, è una manifestazione un po' inconsueta: stamattina, alle 10 in piazza Madonna di Loreto a Roma, sotto la Colonna traiana, seguita alle 13.30-14 da un'assemblea nella sede della Cgil invia Buonarroti 151, si ritrovano archeologi che si sentono «fantasmi», convocati dall'Ana, l'Associazione nazionale archeologi. Associazione nata due anni fa, non comprende professori, studiosi affermati, archeologi dello Stato bensì laureati, specializzati, studenti frequentatori di master, possessori di master, dottorandi e dottorati. Tutta gente che scava, e vorrebbe scavare ancora, nel passato per avere un futuro. L'Ana stima di avere oltre mille associati e chiede tre cose: che il ministero istituisca una commissione per definire la figura professionale dell'archeologo; il riconoscimento e la regolamentazione della professione; una maggior valorizzazione del patrimonio archeologico. Corre l'obbligo di registrare, da parte di archeologi statali, un invito alla cautela perché la selezione è essenziale: una stima informale nel ministero indicava circa 600 cooperative in servizio, 5-600 gli archeologi effettivamente specializzati e impiegati in cantieri. Nel vecchio ordinamento bisognava studiare da archeologi 4 anni più 3, ora siamo ai 5 più 2. Un albo non esiste. In vista della manifestazione odierna le deputate del Pd Marianna Madia e Marilena Samperi hanno presentato una proposta di legge per introdurre la figura professionale dell'archeologo. Intanto Tsao Cevoli, presidente dell'Ana, archeologo, spiega le ragioni sue e dei colleghi: «Si lavora senza tutela, la professione non è riconosciuta, non è inserita nel contratto nazionale edile, nel ministero ci sono i circa 300 archeologi 300 entrati per concorso nel lontano '78,pochi altri nel '99, i soprintendenti gestiscono una regione o una vasta area, gli ispettori curano province o grandi città, poi ogni scavo richiede controlli, verifiche continue e questo lavoro viene delegato a cooperative, a ditte private, senza essere riconosciuto. Vige la deregulation. Eppure scaviamo perché ci affidano incarichi, le soprintendenze vagliano i nostri curricula». Volete il posto fisso? «No, non chiediamo l'assunzione al ministero, chiediamo un riconoscimento giuridico. Proponiamo che il Codice dei beni culturali, dove si parla di scavi ma non di chi deve gestirli, inquadri la figura dell'archeologo. Senza di noi si bloccano cantieri interi». Invitato a fare esempi, Cevoli indica i lavori per la Metropolitana di Roma, quelli dell'Alta velocità Roma-Napoli, quelli lungo l'autostrada Salerno-Reggio Calabria all'altezza di Pompei, i parcheggi a Milano. «Nel 2006 ho partecipato agli scavi per il canale emiliano-romagnolo dove sono emerse fornaci romane, dell'età imperiale racconta Marcello Turci, 27 anni di Rimini, ora studente alla scuola di specializzazione a Roma dopo aver conseguito due anni fa la laurea in Beni culturali con indirizzo archeologico a Ravenna - Quando si scava serve pazienza, è importante seguire una prassi precisa, individuare i vari strati per capire come funzionava il deposito archeologico e gli eventi storici, documentare tramite rilievo diretto, cioè il disegno, piante, sezioni, fotografie». Quel contratto, a progetto, tramite una società che gestiva l'intervento per la soprintendenza, gli è durato 3mesi circa. La paga? «7,5 euro lordi l'ora, ero pagato a ore. Il guaio è che non vedo molte prospettive». A proposito: i compensi? «Non ci sono tariffari interviene Cevoli - i più fortunati possono guadagnare 900 euro al mese, in Campania 70 euro lordi al giorno, però d'inverno si lavora meno e non c'è cassa integrazione per cui uno sfiora la miseria e passa a fare altro, la guida turistica, l'insegnante... ». Fuga di conoscenze... Come lavorano i giovani laureati L'Associazione nazionale archeologi due anni fa ha condotto un censimento tramite internet e contatti diretti. I risultati che riportiamo, su 350 schede, vanno presi come indicativi dell'occupazione giovanile nel settore più che come una fotografia esatta. Donne: 72,01 Uomini: 27,99 Età partecipanti: dai 48 ai 26 anni Tipo di laurea: Conservazione in beni culturali 26,78 Lettere classiche con indirizzo archeologico 67,80 Architettura 0,34 altro 5,08 Tipo di ente al quale collabora: ministero 19,25 università 21,25 centro di ricerche 1,5 musei 8,75 società o cooperativa privata 45,25; altro 4 Status lavorativo prevalente: dipendente pubblico 3,66 dipendente privato 4,69 collaboratore occasionale 26,30 collaboratore a progetto (ex co.co.co) 24,74 borsista assegnista 6,25 libero professionista partita Iva 14,84 titolare o socio di coop. o società 8,85 altro 1,56 non risponde 9,11 Altri lavori fatti dagli archeologi guida turistica 15,65 insegnamento 15,65 lezioni private 13,45 editoria 3,47 giornalista 5,21 camerierea 5,21 commessoa 5,21 assistente tecnico museale 3,47 operaio 3,47 accompagnatore turistico 2,60 hostesssteward 2,60 istruttore sportivo 2,60 corsi di formazione 2,60 traduzioni 2,60 altro 16,52.