Il sindaco Allemano: "Il primo obiettivo è cancellare lidentificazione del castello con il suo ultimo utilizzo: una casa circondariale" Costruito nel 1270, il maniero fa parte di un circuito di castelli che comprende Manta, Revello e Lagnasco e labbazia di Staffarda "Abbiamo pensato al personaggio del Boccaccio per raccontare un tema come la passione rappresentato in Europa in infinite versioni" Il Comune vuole puntare sul filone dellamor cortese prendendo spunto dalla protagonista dellultima novella del Decamerone per attrarre nel Marchesato i turisti delle terre dei Savoia Saluzzo si affida al Boccaccio per raccontare un altro pezzo di storia nelle terre dei Savoia. Sì, perché vanno bene la reggia di Venaria e il castello di Racconigi, la Villa della Regina e Palazzo Madama, la palazzina di caccia di Stupinigi e Palazzo Carignano, ma cè un pezzo di Piemonte che merita uno spazio negli itinerari turistici del Piemonte. Una storia che mette radici quando ancora i Savoia non erano i reali del Piemonte e che ha in Saluzzo il centro di una galassia attorno alla quale ruotano monumenti come lAbbazia di Staffarda e i castelli di Manta, Revello e Lagnasco, senza dimenticare il patrimonio paesaggistico e architettonico spesso sconosciuto delle valli Po, Maira e Varaita. Ma che centra il Boccaccio in tutto questo? Lo spunto è nella centesima novella del Decamerone, quella finale, dove si racconta di Griselda, donna plebea, mite e forte, che affronta le crudeli e inspiegabili vessazioni del marito, il marchese Gualtieri, signore di Saluzzo. Il sindaco e i suoi collaboratori pensano a Griselda come personaggio chiave per raccontare un tema come lamor cortese, portato in tutta Europa da infinite versioni della novella del Boccaccio, a cominciare da quella in latino del Petrarca, e ripreso come mito in tutte le espressioni artistiche immaginabili. Il palcoscenico è già deciso: il terzo piano della Castiglia, il monumento simbolo della città che grazie a un intervento di restauro nel quale sono stati investiti otto milioni di euro è tornato allantico splendore. «Un passo quasi obbligato per un monumento che nella sua penultima vita è stato un carcere spiega il sindaco Paolo Allemano -. Il nostro primo obiettivo è proprio questo: sfatarne lidentificazione come luogo di reclusione anche se poi nei sotterranei abbiamo conservato alcune celle, come testimonianza di un passato comunque da non cancellare». La Castiglia fu costruita dal marchese Tomaso I nel 1270 sulla collina che circonda la cittadina. Ma ad abbellirla e arricchirla di nuovi elementi architettonici come il torrione fu il marchese Ludovico II, signore di Saluzzo nellepoca doro del marchesato, il 1492, in occasione del matrimonio con Margherita de Foix. Poi, nel 1800, la Castiglia fu trasformata in una prigione e tale rimase la sua funzione fino al 1992, anno di chiusura. Da allora Saluzzo si è più volte domandata come poter sfruttare quellimponente edificio che si può raggiungere a piedi dal centro città attraverso uninteressante camminata sullantico acciottolato che nel suo dispiegarsi può toccare angoli suggestivi come Porta Vacca, i "Porti scur", Casa Cavassa, la chiesa di San Giovanni. «Abbiamo davvero un patrimonio architettonico di primordine insiste il sindaco -: ma per valorizzarlo era ed è indispensabile lanciare la Castiglia. I primi passi li abbiamo già mossi: per esempio abbiamo dedicato il primo piano alle mostre, in atto "Commissari di carta" che sta riscuotendo un buon successo e che si concluderà a fine mese. Adesso parte "Manufatto", mostra sul design e a ottobre "Energie sottili della materia", dedicata allarte contemporanea. Il secondo piano sarà sede di archivio storico, a segnare una continuità fisica tra la storia del marchesato, cominciata intorno allanno mille, e la storia municipale. Poi abbiamo pensato a un ristorante con vista su Saluzzo. Ma perché tutto questo decolli, serve unidea: ne ho parlato anche con la presidente Bresso e lassessore regionale alla Cultura Oliva che si sono detti interessati a questo progetto su Griselda e lamor cortese. Uno spunto per convincere i turisti che vengono a Torino per vedere la Venaria o gli altri gioielli di Casa Savoia a fare meno di cinquanta chilometri di auto per scoprire quel che cera prima dei Savoia. Saluzzo, ma non solo: in un paio di giorni si possono visitare anche i castelli di Manta, restaurato dal Fai, di Revello e di Lagnasco e labbazia di Staffarda. Il primo progetto è per lautunno. Un convegno su "Griselda e lamor cortese" che faccia da apriprista per il 2009, lanno in cui al terzo piano della Castiglia dovrebbe venire allestita la mostra permanente sul personaggio del Decamerone e il tema che la sua storia suggerisce. «Ma da soli non possiamo farcela conclude Valerio DellAnna vicesindaco e assessore alla Cultura -. Ecco perché chiediamo laiuto degli altri enti locali, a cominciare dalla Regione e delle fondazioni bancarie. Altrimenti il sogno di una nuova vita per la Castiglia svanirà, chiudendo per sempre le pagine su un capitolo di storia che merita di essere raccontato. Anche nelle terre dei Savoia».