Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, preme e De Albertis propone l'urban challange per le opere in p.f La Spagna ha festeggiato l'apertura, ieri sera, dell'Expo a Saragozza e Milano cerca di stemperare le tensioni con il governo centrale sull'incertezza dei finanziamenti per le opere necessarie all'organizzazione dell'Expo 2015. Evento mondiale che, nelle intenzioni dichiarate, dovrà essere l'occasione, di qui a sette anni, per la rigenerazione della città, come ha ricordato l'assessore all'urbanistica di Milano, Carlo Masseroli. E per farlo dovrà prendere ad esempio Lisbona, la città che con i fondi dell'esposizione universale è riuscita a riqualificare una grande parte delle aree dimesse e degradate con ricadute positive per l'economia e il turismo. Di questo si è parlato ieri al convegno, «Milano verso l'Expo: il ruolo del mercato immobiliare», che si è tenuto nell'ultimo giorno di apertura, ieri, del salone del real estate Italia, Eire, organizzato da Gefi. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, alterna l'ottimismo sui tempi stretti per il decreto legge sull'Expo 2015 ad una posizione di rigore nei confronti degli obblighi assunti dal governo italiano con l'aggiudicazione dell'esposizione. da parte di Milano. In attesa del decreto legge, di cui dovrà rendere conto agli ispettori del Bie a luglio a Milano, la Moratti ha dichiarato: «Il mio unico obiettivo è difendere Milano e i milanesi con qualsiasi partito sia al governo. Questa è l'unica responsabilità che io sento». Il sindaco di Milano ha riconosciuto che «ci sono delle criticità, non tanto in merito all'Expo ma di carattere complessivo rispetto alla manovra e al decreto sicurezza. La mia responsabilità è quella di lavorare con tutti i governi. Non c'è una problematica specifica rispetto a questo governo». La Moratti, parlando a margine della cerimonia di consegna degli Ambrogini d'oro, ha ribadito che «il progetto presentato ai 152 Paesi del Bie è un progetto vincolante, approvato, rispetto al quale abbiamo obblighi internazionali. Sono certa che il governo sia consapevole di questi obblighi e sono assolutamente certa che farà fede agli impegni nei tempi tecnici necessari». Estrema fiducia anche nella possibilità che «sul tema dell'Expo verranno sciolti nei prossimi giorni nodi che non hanno motivo di esistere. E' un progetto la cui responsabilità è stata assunta dal governo a livello internazionale e in condivisione con l'allora opposizione che ora è maggioranza».Non si pronuncia, invece, su un ostacolo che potrebbe venire all'Expo dalla situazione debitoria del comune di Roma, probabilmente inserita nella manovra all'interno del capitolo relativo agli enti locali. «Ieri nella conferenza unificata il tema di Roma è stato sollevato ma il sottosegretario che rappresentava il governo non ha dato risposta. Il sottosegretario Vegas, ha invece una valutazione positiva sulla possibilità di inserire criteri di merito nella manovra. E'stato aperto un tavolo tecnico di condivisione sulla manovra per gli enti locali e per ora non do nessun giudizio in merito. Quello che conta è il risultato. Ho lottato due anni per avere l'Expo e non mi preoccupano poche ore o pochi giorni con un governo che comunque l'impegno l'ha preso». Critico con il governo il presidente della provincia di Milano, Filippo Penati:«C'è un governo distratto, che non dà certezze per quanto riguarda l'Expo 2015». L'assessore Masseroli riguardo il temporeggiare del ministro dell'economia Giulio Tremonti sui finanziamenti per l'Expo ha sottolineato «che l'impostazione che ci aspettiamo dal governo è quella che vede premiati i comuni virtuosi, locomotive economiche come si è dimostrato essere Milano, diversamente», ha detto, «si torna al sussidio di stato supportando così i comuni che non ce la fanno» L'Expo avrà una ricaduta positiva sui prezzi del settore immobiliare, in stallo. Secondo uno studio della Fimaa su dati di Osmi Borsa immobiliare, azienda speciale della Camera di commercio di Milano, l'Expo 2015 porterà a una crescita dei prezzi medi di compravendita degli appartamenti nuovi pari al 28 nei prossimi 5 anni a Milano e del 39,2 in un comune come Pero, vicino alla sede dell'esposizione. «Milano 2015 sarà la chiave di lettura del successo dell'Expo 2015: se vogliamo rigenerare la città, questo e' il momento», ha daffermato Masseroli, «stiamo elaborando il piano di governo del territorio, il primo dalla variante generale al piano regolatore approvata nel 1980, e stiamo realizzando i piani di programma per le aree da sviluppare in vista dell'Expo. Niente più vincoli, che sono stati la principale causa della crescita faticosa di Milano, ma lo sviluppo di tre reti integrate tra loro: infrastrutture, servizi e ambiente».Masseroli ha ricordato che i tempi dovranno essere molto rapidi, dal momento che entro il 2010 dovranno partire i cantieri. La realizzazione delle opere per l'Expo richiede necessariamente il coinvolgimento dei capitali privati perché al riguardo mancano 5 miliardi da reperire relativamente agli interventi previsti nel dossier con il quale Milano si è aggiudicato l'Expo. E sarà difficile trovarli, ha sottolineato il presidente di Assimpredil Ance, associazione dei costruttori di Milano, Lodi Brianza, e relative province. Claudio De Albertis ha lanciato così la proposta di «aprire una gara fra comuni (urban challange)», ha detto, «che finisce col premiare quelli che presentano proposte di interventi in project finance (a patto che le procedure siano semplificate) capaci di minimizzare l'intervento finanziario pubblico e massimizzare i risultati pubblici». I numeri dell'Expo sono stati forniti da Maurizio Alessandro, direttore generale Sviluppo Sistema Fiera che ha spiegato i criteri con i quali è stato sviluppato il masterplan dell'area espositiva 2015 redatto con l'«obiettivo di garantire un progetto il più possibile a impatto zero:, ha detto, «attraverso il riutilizzo di tutte le opere impiegate per creare una sorta di continuità con il tema fondamentale dell'Expo, ma soprattutto per creare una ricaduta positiva sul territorio milanese e lombardo in una logica di sostenibilità, compatibilità e risparmio energetico. Ultimata la manifestazione, le aree verrebbero restituite alla città. Molte opere realizzate per l'esposizione verrebbero mantenute, con un assetto definitivo dell'area che potrebbe prevedere un mix funzionale equilibrato di opere pubbliche e private coerente con quanto costruito per l'evento. Una scelta che consentirà di valorizzare tutta l'area, a totale beneficio della collettività». «Il nostro valore aggiunto» ha concluso, «è quello di aver contribuito a concepire l'Expo come un evento che non si esaurisce nell'arco dei sei mesi in cui si svolge, ma di lasciare un'eredità importante e concreta per Milano e per il suo territorio in termini di infrastrutture, opere pubbliche e nuovo disegno urbano».